Inception

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inceptionChe trip, è proprio il caso di dirlo. E’ difficile uscire dall’atmosfera onirica di Inception di Christopher Nolan, soprattutto è difficile recensirlo a caldo dopo solo una visione, visto che sicuramente avrò perso l’80% dei dettagli, ma posso provarci.

Trama: Cobb è una sorta di ladro “onirico”, in grado di entrare nei sogni della gente, nel loro subconscio, e di rubare loro i segreti più nascosti, grazie anche ad un valido gruppo di abili aiutanti. Il suo desiderio più grande è quello di tornare, dopo anni, a casa dai suoi figli, cosa che non può fare a causa di un mandato di arresto internazionale. L’unico che può esaudire il suo desiderio è il potente magnate Saito, che gli commissiona non di rubare un’idea, ma di impiantarla nella mente del figlio del suo diretto concorrente. Inutile dire che la cosa non sarà facile…

Miracolo. Finalmente sono riuscita ad andare a vedere un film colmo di effetti speciali funzionali alla trama che il regista ha RIFIUTATO di girare in 3D. E vai col primo punto a favore. Un film commerciale sì ma privo di attorucoli adolescenti o iperfighe incapaci di recitare messi solo per fare audience. Secondo punto a favore. Un film che, sebbene sia stato sicuramente ispirato da qualcosa di già esistente, non è né un remake, né un reboot, né un sequel, né un prequel, ma una storia concepita e scritta ex novo dal regista. Terzo, importantissimo punto a favore. Inception è una gioia per gli occhi e per le orecchie, ed è un esercizio mentale non da poco. Rinuncio in partenza ad avvallare o confutare tutte le teorie psichiche ed oniriche che stanno alla base della complicatissima trama, perché i tecnicismi di base mi sfuggono e giuro che se nel film ci sono delle incongruenze o dei passaggi illogici non li ho assolutamente colti, ma anche se fosse: chi se ne frega. La pellicola di Nolan per me è stata una perfetta scatola cinese, un rompicapo costruito da mille fili diversi che il regista snoda con maestria fino alla fine, trovando di ognuno un capo e una coda. Non sono solo il sogno e la realtà che si mescolano, ma i sogni con altri sogni, la fantascienza con lo spionaggio, l’avventura con l’introspezione psicologica; Inception non si limita a mostrarci paesaggi a base di CGI conditi con gran paroloni, ma ci fa affondare nella mente di un uomo che ha perso tutto per avere giocato con qualcosa di troppo difficile da capire e che ora è completamente alla deriva, un uomo che ha rovinato la sua vita per sperimentarne un’altra, e che ora è tormentato dai sensi di colpa e dai rimpianti. Un vecchio nel corpo di un giovane, il cui animo viene esplorato e penetrato principalmente grazie all’innocenza di una ragazza che invece la vita deve ancora iniziarla, e che gioca con i sogni con tutta la meraviglia e la fiducia in sé stessa tipica di qualsiasi adolescente. Un subconscio forte e complesso, che cerca di forzare quello di un altro giovane uomo che deve cominciare la propria vita da solo, dopo essere uscito dall’ombra di un padre opprimente e distante; un’operazione che potrebbe rivelarsi semplicemente devastante oppure, anche se compiuta per scopi meno che nobili, salvifica e positiva. E questo ci porta al quarto punto a favore del film, il finale. Semplicemente diabolico.

La realizzazione del tutto è magistrale. Ci sono moltissime immagini che mi hanno colpita, tutte scandite dalla splendida colonna sonora di Hans Zimmer. Prima fa tutte l’intera sequenza che mostra allo spettatore i tre livelli del sogno in contemporanea: il furgone che cade nel fiume al ralenti, secondi che diventano lunghissimi minuti, durante i quali, in un altro “piano”, Joseph Gordon – Levitt oscilla privo di gravità e combatte assecondando i movimenti del suo corpo addormentato, mentre in un altro piano il resto dei personaggi affronta una battaglia nella neve quasi impossibile, e su tutto incombe una Non, je ne regrette rien che a tratti si sente normalmente, a tratti viene distorta e resa lentissima, rimbombante, tanto da non sembrare neppure la canzone di Edith Piaf. E poi, molto più semplicemente, mi ha spiazzata la scena in cui Ariadne piega completamente le leggi della fisica nel sogno di Cobb, creando una Parigi priva di cielo, con palazzi e strade al suo posto. Ci sarebbero mille altre scene da citare, però non voglio rovinarvi il gusto della sorpresa. Mi limiterò ad aggiungere che gli attori sono tutti perfetti, a partire da “faccia da pancotto” Di Caprio, che in questo film finalmente ha smesso di essere bolso come negli ultimi che avevo visto; voto 10 a Joseph Gordon – Levitt che interpreta una spalla professionale da morire, all’affascinante e raffinatissima dark lady di Marion Cotillard e all’ambiguo Ken Watanabe, con il suo personaggio in bilico tra avida “cattiveria” e un animo essenzialmente zen.
Detto questo, l’anno cinematografico appena iniziato non poteva venire inaugurato meglio.

INCEPTION

Christopher Nolan, USA/UK 2010, 2.28′ 
VOTO (max 5)
10

 

About Erica

Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.