Il grande Gatsby

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il_grande_gatsby Approfittando dei biglietti a 3€ che UCI CINEMAS mette per la visione d’estate di film che hanno avuto successo nella stagione (e sì, se ve lo state chiedendo questa è pubblicità…anche se non mi pagheranno per questo ah ah ah) ho potuto gustarmi un film di cui si è parlato tantissimo e che a suo tempo non ho avuto modi di vedere: “Il Grande Gatsby“.  La prima cosa che mi sento di dire è che anche per questo lavoro è valida la mia equazione “film lungo che non ti stufa=bel film“: ci sono pellicole che dopo 40 minuti ti hanno già stancato; questo Gatsby dopo 2 ore e 40 non ha visto nemmeno un momento di particolare noia.

Trama: “Sulla costa settentrionale di Long Island, nel West Egg, si trasferisce un giovane e promettente agente di borsa, Nick Carraway, che affitta una piccola casa senza pretese circondata dalle sontuose dimore dei nuovi ricchi. La più bella, senza dubbio, è il palazzo acquistato dal miliardario Jay Gatsby, gentiluomo misterioso e affascinante che tutti i fine settimana dà dei party a cui tutta la città partecipa senza invito. Unico a vedersi recapitato un biglietto per uno di questi eventi, è proprio Nick. Si scopre, in seguito, che Gatsby ha acquistato il suddetto palazzo poiché dall’altra parte della baia, a East Egg, abita la donna che ha amato cinque anni prima, Daisy, e dal suo molo si vede una luce verde, che lampeggia davanti al molo di lei, simbolo di un sentimento mai del tutto sopito; Jay vuole a tutti i costi conquistarsi la fiducia e la stima del vicino per poter così arrivare alla ragazza, cugina di Nick, ormai sposata e madre di una bimba di tre anni. Nel corso del film verrà a galla la verità su Gatsby, e su molti segreti che si nascondono dietro la facciata dei lussi e degli agi. Segreti da cui non avrà scampo e che finiranno per decretare la sua fine“.

Il film è tratto da un romanzo del 1925 scritto da Francis Scott Fitzgerald (quello che si vede in Midnight in Paris di Allen per capirci, come mi hanno suggerito), romanzo che ahimè non ho avuto la fortuna di leggere. Da me non troverete quindi le classiche “ma il libro è scritto meglio”: non so come sia, non so come descriva i personaggi, quanto vada in profondità, quale sia la morale e quanto il regista si sia discostato dalla sua fonte originale.

La cosa chiara è che i punti di forza della pellicola ci sono, e sono tanti. Colpisce anzitutto quello che avevo apprezzato molto in Moulin Rouge (altro celebre lavoro di Baz Luhrmann): l’aspetto visivo e le musiche. Il regista ricrea una New York (città e “costa”) patitissima, piena di contrasti cromatici, di oggetti e ambientazioni particolarmente controllati, di sfondi e abitazioni che sanno di perfezione visiva. Sinceramente non amo questo genere di cose perché da amante del cinema “reale” prediligo sempre le riprese dal vivo piuttosto che questi cieli perennemente pieni di miliardi di stelle visibilissime, di lune lucenti e nuvole disegnate; tuttavia il risultato per chi ama questo genere di realtà “virtuali” è davvero davvero notevole. Le musiche sono studiatissime, con canzoni moderne associate ad immagini degli anni ’20, con rivisitazioni e cover in chiave retro’ e anche qualche musica originale. Ammetto che non adoro nemmeno questo genere di cose (eh vabbé, sono un purista ok?!Hi hi hi…) ma per chi le apprezza, il risultato è davvero garantito. Meravigliosi anche i vari costumi, i gioielli e gli oggetti di scena, frutto di una profonda sensibilità del regista anche a questi piccoli particolari.

Ho trovato fantastiche le interpretazioni, partendo da un Leonardo DiCaprio da Oscar nel dare vita ad un personaggio controverso e psicologicamente intrigante tra il suo ineccepibile savoir faire e la sua eleganza con gli altri, il suo infantilismo buono e sognante, i colpi di rabbia e di profonda delusione. L’ho davvero adorato e credo meriti sempre più come attore. Tobey Maguire è perfetto invece nella parte del narratore delle vicende in quanto può utilizzare tutta la sua aria da bravo ragazzo un po’ ingenuo. Ammetto che il suo personaggio non era particolarmente interessante in quanto aveva lo stesso ruolo che ha il pubblico della sala cinematografica: assiste senza parlare o entrando poco nelle vicende in prima persona, ascolta e conserva tutti i segreti dei protagonisti come una sorta di custode della verità storica della pellicola. Ho adorato anche Carey Mulligan (ma già l’adoravo) che interpreta una ragazza sentimentalmente infantile e un po’ sempliciotta che grazie al suo essere viene vissuta come una sorta di dea da parte di Gatsby. Mi è piaciuta molto anche Elizabeth Debicki, attrice che non conosco ma che ho trovato perfetta nel suo ruolo, con quella camminata terribilmente anni ’20 e quegli enormi occhini azzurri; spero avrà un futuro.

Tornando alla fattura della pellicola da un punto di vista tecnico ho trovato un po’ discutibili alcune scelte registiche (come prima avevo detto per la musica e le scenografie) tipiche del regista. Mi ha dato alla testa soprattutto questa aria un po’ buonista e molto patinata e romatica in senso sempliciotto, con le lettere degli amanti che si compongono nel cielo tra le stelle e quel continuo utilizzo della sovrapposizione di immagini. Altra cosa che ho mandato giù poco è stata la rappresentazione delle feste in casa di Gatsby con continue inquadrature a zoom in/out, musiche moderne, gente scatenata…mi sembrava un po’ la regia di quei programmi di MTV degli anni passati in cui c’era la VJ in costume con tutte ragazze mezze nude che fanno il bagno in piscina limonando qua e là con giovani aitanti giocatori di Football.

Sulla storia c’è poco da dire perché già dalla semplice trama si possono capire quelli che sono gli sviluppi psicologici dei personaggi, i loro bisogni, il loro modo di essere. Non so se sia perché il libro approfondiva poco certe questioni o per altro, fatto sta che le tematiche affrontate sebbene di interesse, sono molto molto classiche (e te credo, il libro da cui è tratto il film è stato scritto a inizio secolo scorso). La storia rimane comunque ottima, e senza dubbio rappresenta un altro enorme punto di forza del film.

In ultima istanza, Il Grande Gatsby è un lavoro certamente non perfetto (soprattutto per me, anche se ammetto sia pura questione di gusti personali più che di giudizi imparziali), ma altrettanto certamente da vedere. Nonostante i piccoli o grandi difetti che ho trovato, sta in piedi benissimo e riesce a coinvolgere dalla prima all’ultima scena. Consigliato!

IL GRANDE GATSBY
The Great Gatsby
Baz Luhrmann, USA 2013, 143′
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.