Il giorno in più

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il_giorno_in_pi.png Che dire, un film estremamente “fabiovoloso“. E no, per chi se lo chiedesse non ho fatto una crasi tra “Fabio Volo” a “Favoloso”, qui di favoloso c’è ben poco (e di Fabio Volo ce n’è invece pure troppo).

Trama (UCI): “Giacomo Bonetti è un ragazzo di successo, nel lavoro, con le donne ma in una cosa è davvero bravo: nell’evitare come la peste impegni affettivi e sentimentali. La sua vita ha una svolta improvvisa quando incontra una ragazza. La vede tutti i giorni sul tram, la guarda in silenzio, e per la prima volta si scopre innamorato. Ci si può però davvero innamorare di una persona che non si conosce nemmeno? I giorni passano, e quando finalmente riesce a parlarle e a passare un’intera serata con lei, scopre che sta per partire per gli Stati Uniti, e che quello è il suo ultimo giorno in Italia.

Dopo aver ridestato dal regno dei morti il mio spirito romantico grazie al bellissimo “One day“, ho deciso di dare fiducia ad un altro film sentimentale seppur di fattura italiana e seppur tratto da un romanzo del già citato Volo (che ne è anche protagonista). Lo ammetto, non sono partito prevenuto. Del simpatico “attore” (o scrittore? comico? dite voi) ho visto poco nulla al cinema, ho solo qualche vago ricordo di lui e Stefania Rocca con le musiche di Elisa di sottofondo. Avrei forse risparmiato qualche euro se l’avessi conosciuto meglio…i punti negativi del film sono parecchi, e al di là della regia di Massimo Venier credo che la colpa stia anche in Volo.

Partiamo dalla trama: OH MY GOD. Mi avevano detto che i suoi libri erano tutti molto uguali e di un romanticismo leggero, ma sinceramente non credevo che potessero essere così patetici (o meglio, la loro trasposizione su grande schermo). Il romanticismo e il sentimentalismo che escono dalla pellicola sono eccessivi, fuori controllo, irreali, palesemente finti e costruiti. Fiumi e fiumi di inutile melassa cari amici wooders! E non lo dico perché non mi piacciano le storie romantiche, ma perché credo di saper vedere bene quando il romanticismo estremo sorpassi i limiti della decenza e della sopportabilità. Ogni situazione sa di vecchio, di già visto, ogni scenetta per fare scaldare i cuori è studiata a tavolino. La sposa che canta stonata al suo matrimonio, la mamma anziana che dice al figlio che fa sesso, il collega di lavoro sfigato che in fondo ha un bel cuore etc etc. Sinceramente al di là del target che il film cerca di colpire (direi ragazze tra i 12 e i 16 anni) credo che ben in pochi possano lasciarsi abbindolare dalla mancanza di verosimiglianza e dal sentimentalismo fast-food (o anche sentimentalismo da discount, vedete voi) che la pellicola propone da inizio a fine.

Altro dato molto dolente sono le interpretazioni, o meglio LA – interpretazione. Sì perché i personaggi di contorno o semi-protagonisti (la bella Isabella Ragonese succube di un personaggio scialbo, Stefania Sandrelli nella parte della mamma etc.) non sono malaccio, anche se sentono la pesante influenza della sceneggiatura patetica di cui parlavo poc’anzi. E’ Fabio Volo che non merita proprio di stare su uno schermo da cinema. Il che è parecchio strano se si pensa alla genesi del personaggio: i libri dello scrittore sono infatti spesso semi-autobiografici, quindi il personaggio principale del libro/film è molto simile a lui (ergo Volo dovrebbe interpretare sé stesso, o quantomeno la parte melensa di sé stesso).

Continue pause + risatina “carina” accennata, ancora pause + frase ad effetto, atteggiamento “da splendido” (come si dice dalle mie parti), da eterno Peter Pan che però si innamora e diventa un micione romanticone. Ma per piacere! Anche se bisogna ammettere che al di là del romanticismo ha dato il meglio di sé in una frase detta in un momento di rabbia, tipo “che ca**o vuoi, fuori dai co***oni” o qualcosa del genere, pronunciata con un chiarissimo accento bresciano. Dopo averla sentita il film è continuato ad andare avanti, ma nella mia testa continuavo a sentirla e sentirla di continuo…veramente un momento molto imbarazzante per il cinema italiano che merita (da solo) un punto nel voto trash.

Al di là di tutto ciò devo anche dire che c’è stata soprattutto nella seconda parte parecchia noia. Le vicende che si cerca di narrare sono troppe e risultano palesemente giustapposte e tagliate/incollate giusto per mettere qualcosa in più nel film. Il risultato è che sembra vogliano dire molto in pochissimo tempo. Ah, sia ben chiaro che quel “molto” è inteso come quantità, per via di qualità questa pellicola ha la profondità di quell’episodio delle Winx dove la fata si innamora del cavaliere.

Ok, a vedere come ho scritto di getto credo che questa sia una “recensione di sfogo” e con il dente avvelenato per la noia incredibile appena passata. A ogni modo se vogliamo fare un salto indietro fino all’adolescenza forse il film potrebbe non risultare pessimo per qualcuno.

IL GIORNO IN PIU’
Massimo Venier, Italia 2011, 111′
VOTO (Max 5)

VOTO TRASH (Per il modo di dire una frase del protagonista)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.