Il fantasma dell’Opera

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Metto le mani avanti: io adoro il fantasma dell’opera. Adoro il personaggio in sé, ho amato il film di Rupert Julian del 1925 con Lon Chaney, ma soprattutto amo alla follia (da sempre) il musical di Andrew Lloyd Webber, forse uno dei più famosi ed apprezzati di tutti i tempi. Questo film vuole essere una trasposizione in tutto e per tutto dell’opera musicale e non ha collegamenti diretti né con le precedenti rappresentazioni di questa storia né con il libro di Gaston Leroux (1910) da cui è nato tutto.

Trama: “Francia, 1870. Christine Daee ha grandi doti canore, ma tutto quello che è riuscita ad ottenere finora è un posto come ballerina di fila al Teatro dell’Opera. Christine ha però dalla sua parte un misterioso ‘Angelo della Musica’, un compositore sfigurato che vive nei sotterranei del teatro e che spaventa con ogni mezzo cantanti e ballerini della compagnia, convinti che si tratti di un fantasma. L’occasione per Christine arriva quando la primadonna Carlotta abbandona le prove generali. Le viene affidato il ruolo della protagonista e la sera della prima riscuote un enorme successo. Dalla sua esibizione rimane incantato anche il ricco proprietario del teatro, il Visconte de Chagny, che si innamora, ricambiato, di Christine. La relazione amorosa tra i due scatena le ire la feroce gelosia del Fantasma che decide di rapire la bella cantante e di portarla nei sotterranei per tenerla con sé per sempre”.

Joel Schumacher è un regista che capisco fino a un certo punto. Non c’è un suo film che mi abbia convinto al 100%, anche perché spesso e volentieri si è messo in situazioni già difficili o quantomeno “rischiose” in partenza, come quando ha preso le redini del franchise di Batman rimasto orfano di Burton (riuscendo con Batman & Robin a fare il più brutto film sul pipistrello di Gotham) o come in questo caso confrontandosi con un materiale praticamente intoccabile per i fan.

L’approccio utilizzato è stato quello di riproporre visivamente quanto visto a teatro, nel senso che la trasposizione di molte scene è davvero molto fedele: ambientazioni, costumi e il tono del musical non sono per nulla stravolti ma anzi sono quasi “sublimati” su pellicola, nel film si vede tutto ciò che a teatro non si poteva vedere per ovvi motivi. Tuttavia, e lo so che nel dirlo sembro quello a cui non va mai bene niente, mi è un po’ dispiaciuto che non sia stato fatto uno sforzo reale per adattare l’opera originale. Diciamo che cercando di restare molto fedele si ottiene un risultato quasi “scontato”, scontato ed in alcuni casi un po’ scricchiolante visto che alcune scelte stilistiche secondo me potevano essere “ammorbidite” per un linguaggio filmico che non può essere uguale a quello teatrale. La nebbia sotto la barca del fantasma finche questo porta Christine nei canali sotterranei dell’Operà Populaire è un effetto che sta molto bene a teatro perché non ci può essere della vera acqua, come i candelabri che compaiono sono un espediente teatrale molto d’impatto ma che sanno di artificioso se messi in un lungometraggio (giusto per fare l’esempio di una scena famosa). Quello che io avrei evitato in poche parole è l’effetto videoclip, che qui invece persiste dalla prima all’ultima scena.

Sulle musiche non dico nulla perché mi farebbero venire i brividi (in positivo!) anche se ascoltate su una mini radiolina, mentre una giusta parola devo farla per il nutrito e azzeccassimo cast. Il film infatti è stato pioniere di molti nomi a suo tempo non così di punta ma che oggi riconosco molto bene: Gerard Butler pre-300 nel ruolo del Fantasma, una incredibile Emmy Rossum che a suo tempo non conoscevo ma che ora adoro in quanto protagonista della serie Shameless, ma anche Patrick Wilson, Miranda Richardson e Minnie Driver. È incredibile come nel mondo anglosassone essere attori significhi quasi in automatico essere anche cantanti!

La nota negativa grande per non dire ENORME del film, è comunque non imputabile a Schumacher ma alla distribuzione del film: non solo i dialoghi ma anche tutte le canzoni sono state tradotte in italiano, con gli evidenti strafalcioni del caso. Sia ben chiaro, non sto criticando il lavoro di chi ha adattato il musical alla nostra lingua, ma sto dicendo che certi brani non si possono sentire in italiano, sono brutti, perdono tutto. Il pubblico nostrano è troppo viziato dalla nostra (ottima per carità) scuola di doppiaggio, dovremmo abituarci a goderci i film per quello che sono, con le interpretazioni reali, con le voci vere degli attori. In casi come questo ancora di più!

Peccato che (ultima, tremenda nota negativa) la scelta di doppiare tutto in tutte le lingue di distribuzione sia stata voluta e sostenuta strenuamente da Webber stesso…un vero colpo al cuore.


IL FANTASMA DELL’OPERA

The Phantom of the Opera
Joel Schumacher, USA/UK 2004
VOTO (Max 5)
5 doppiato in italiano
7 in originale

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.