Il Cartaio

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Ennesima riprova della totale perdita di buon gusto di uno dei nostri grandi del cinema, che passati da decenni i gloriosi anni dei suoi film più celebri, ripega su film al cui confronto le fiction risultano essere lavori da Oscar.

Trama (trovacinema): “Un misterioso assassino, che si fa chiamare il Cartaio per la sua passione per il videopoker, sfida la polizia ad un gioco mortale che si svolge in Rete. Ogni volta la posta in gioco è una vita umana. E la Polizia non può far altro che accettare la sfida“.

Lo sapevo, me lo aspettavo, e questa volta non ci sono per nulla rimasto male. Dopo aver iniziato ad approfondire la filmografia post-Suspiria di Dario Argento non mi posso stupire ogni volta se guardando un suo lavoro non lo riconosco, ormai è vent’anni che il nostro amico è già bello che andato di testa. Demenza senile? Chi può dirlo. Fatto sta che il regista di questa pellicola non è nemmeno la brutta copia dell’Argento che intendo io.

I punti negativi del lavoro sono tanti, e ripercorrono uno per uno i difetti di molti suoi film recenti. La trama è di una banalità sconcertante, non c’è una minima volontà di creare un film che possa interessare al pubblico. Direi che un qualsiasi film della serie Alfred Hitchcock presents per quanto non pensata per il grande schermo abbia molta ma molta più tensione al thriller di questa robaccia. Sembra quasi di guardare una fiction di Canale 5 con Gabriel Garko.

L’idea del maniaco che gioca con le vite altrui non è male, anche se impallidisce di fronte a Saw L’enigmista (il primo ovviamente), film uscito lo stesso anno negli Stati Uniti. Molto male la resa delle partite a poker giocate dalla polizia per salvare le vite delle povere malcapitate: quelli che dovrebbero essere i momenti di massima tensione (omicidi), sembrano dei ritrovi tra tifosi per vedere una partita di calcio al bar. Abbastanza trash come scene…anche se la migliore a riguardo è quando durante un’autopsia un cadavere “vomita” addosso ad un poliziotto. Vedete voi con che serietà avrei potuto prendere questo film.

Oltre alla storia anche la sceneggiatura non merita di certo lodi di alcun tipo: avrebbe potuto scriverla un qualsiasi appassionato di cinema con minima conoscenza dei cliché di un certo genere. Terrificanti alcune sviolinate da mani nei capelli tipo “Non sono gli occhi lo specchio dell’anima…ma il poker”. VI PREGO!

Le musiche elettroniche usate sono molto brutte e non coinvolgono nemmeno per un secondo, se non in senso negativo.

Last but not the least gli attori (ve li ho lasciati come ciliegina sulla torta). Le interpretazioni di Stefania Rocca e di Sivio Muccino sono una delizia agli occhi di chi ama robe tipo Raffaella Lecciso in “Parentesi Tonde”; se in Italia esistessero i Razzie Award credo che in pochi avrebbero potuto contendersi quell’ambito premio oltre a loro! A vedere recitare Muccino ci si rende conto di come avere gli agganci giusti nel mondo del cinema sia cosa fondamentale per prendere parte a dei film (e non parlo solo per la semplice zeppola che vabbé, si sa che ha) mentre a sentire Stefania Rocca beh…ma come diamine ha fatto a diventare famosa? Per quanto mi piaccia Claudio Santamaria devo ammettere che anche lui questa volta non ha dato per nulla il meglio di sé. Riprova che non basta essere un bravo attore, per fare una buona parte anche il regista deve saper dirigerti nella maniera giusta.

Un film che non consiglio.

IL CARTAIO
Dario Argento, Italia 2004, 99′
VOTO (Max 5)

VOTO TRASH (involontario)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.