Il Bosco 1

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bosco_1Alla domanda “Qual è il peggior horror italiano di tutti i tempi?” la mia risposta un tempo sarebbe stata Le Porte dell’Inferno di Umberto Lenzi… ma un forumista illuminato mi ha detto eh no, ce ne sono due peggiori. Uno di questi è appunto Il Bosco 1 di Andreas Marfori, datato 1988 (notare l’arroganza del regista che ha cominciato a numerarlo sperando di poterne girare un altro…)

Trama. All’interno di un casolare abbandonato nel Bosco del titolo vive una strega dotata di un artiglio retrattile situato vagina (l’Evil Clutch del titolo usato per la distribuzione internazionale), il cui massimo sollucchero è infilar le mani in una ciotola piena di vermi e castrare il suo unico amante trasformandolo in zombie… Due sposini, uno più scemo dell’altra, arrivano in Veneto per la luna di miele e, anche per fuggire ad uno scrittore di horror tracheotomizzato e motorizzato che predice loro un sanguinario futuro (ma chi glielo ha chiesto??), accettano l’aiuto della Strega e si perdono nell’uso improprio della Steadycam, tra vermi cocainomani, cartoline da Venezia, mandolini, moda anni 80, zombies castrati con parrucchini talmente cementificati che farebbero invidia a Pippo Baudo, streghe sensuali quanto una scatola di fagioli, falci di gommapiuma, improbabili stunts, mani che si staccano al tocco di una pietra, morti viventi in fregola, finali a sorpresa (!) e chi più ne ha più ne metta fino ad arrivare alla minaccia di un sequel…. che miracolosamente non c’è stato.

La bruttezza di questo film non risiede tanto nell’idiozia della trama e nell’inesperessività degli interpreti, quanto nella continua ed irritante scopiazzatura di cliché horror dell’epoca, soprattutto riguardanti La Casa e lo stile di Sam Raimi, “tributi” talmente raffazzonati da essere più un’offesa che un omaggio. Molti film horror italiani, pur essendo deprecabilmente stupidi e realizzati sottocosto tanto quanto Il Bosco, hanno quella vena di inventiva ed innocenza che rende alcuni delle piccole perle, soprattutto quelli di Fulci, mentre la pellicola di cui sto parlando è vile scopiazzatura senza anima.

Torniamo all'(ab)uso della Steadycam: l’originalità de La Casa di Raimi stava proprio nel NON far vedere il demone, mostrando il suo punto di vista e la sua velocità e potenza tramite questi vorticosi movimenti di camera, che seguivano i poveri malcapitati dando l’impressione che fossero davvero perseguitati da un enorme essere immondo (aiutava in questo anche la bravura di un signor attore come Bruce Campbell). Insomma in poche parole il demone c’era, i protagonisti da quello scappavano. Ne Il Bosco 1 i protagonisti sembrano seguiti per tutto il film da un Nulla alto come un Puffo… Ed infatti nulla vedono alle loro spalle perchè non c’è niente, mostrano solo una vaga sensazione di essere spiati (paranoia da cocaina? Sicuramente si, vista la trama del film). Non come Ash e company che scappavano per la paura della bestia immonda!

Altro “omaggio” a La Casa: la presenza del cucù impazzito e altri dettagli horror come gli alberi cannibali. Ora, ne La Casa aveva un senso, essendo in primis un omaggio alla follia tipica dei Cartoons di Tex Avery, e poi perchè sarebbe anche normale che in una casa indemoniata possa esserci un cucù infernale. Nel film di Raimi la mente del protagonista è ormai in balia del Demone Calderiano e la casa si fa beffe di lui con tutti i mezzi.. c’è anche un velo d’ironia consapevole in questo. Ne Il Bosco 1 troviamo dettagli come il cucù messi assolutamente a caso, all’interno di un fienile abbandonato (!!) perchè fanno moda, fanno “film horror”, ma sono scollegati da qualsiasi contesto.

Parlando degli attori, non se ne salva uno, anche se la protagonista Coralina Cataldi Tassoni ( ridoppiata con un accento alla Heather Parisi inascoltabile) è stata protagonista di vari horror diretti da Dario Argento, Luciano Crovato (lo scrittore) ci ha deliziati per anni partecipando a film con Lino Banfi mentre Stefano Molinari (lo zombie castrato) è ancora attivo come attore, e lo si può vedere in produzioni come Sospetti 2.
In due parole: se lo trovate guardatevelo,se non altro per farvi due risate!!

 

IL BOSCO 1
Andrea Marfori, Italia 1988, 85′
VOTO (MAX 5)‘
½

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Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.