I Puffi

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Sono partito molto prevenuto su questo film, sia perché da piccolo non ero fan degli ometti-blu-alti-due-mele-o-poco-più (li detestavo già allora) sia perché mi aspettavo un prodotto idiota. E i grandi incassi che la pellicola ha già raccolto finora non mi facevano certamente cambiare idea…

Ho invece dovuto stranamente ricredermi. Non tanto perché si tratta di chissà che filmone di animazione magari adulto e diretto come un film vero e proprio “alla Pixar”, ma perché tenendo comunque in considerazione il target di riferimento e la tipologia di film, mi ha piacevolmente intrattenuto.

Trama:”Lo stregone Gargamella insegue i Puffi fuori del villaggio in cui abitano e loro, attraverso un portale magico, cadono nel nostro mondo, nel bel mezzo di Central Park, a New York. Alti solo tre mele o poco piu’, si ritrovano proprio nella Grande Mela e devono sbrigarsi a tornare a casa prima che Gargamella li rintracci“.

La grande idea a mio parere è stata quella di non prenderli troppo sul serio e di non lasciarsi andare ad uno sterile “elogio” od una semplice riproposta di ciò che ha reso famosi questi personaggi. La storia è ambientata infatti nella New York dei giorni nostri e questo al di là di creare un ottimo background sul quale far fare ai puffi cose nuove (lontane dai fumetti e dalla serie animata), permettono anche di sottolineare quello che è il punto di vista “moderno” su questi esserini, mi sono sentito quasi “capito” in un certo senso. Il protagonista umano infatti (interpretato da Neil Patrick Harris) è in qualche modo l’uomo d’oggi che non li trova così “carini e coccolosi” come potrebbero apparire ai bambini, e che anzi trova irritanti alcuni loro modi di fare, come per esempio l’inserire la parola “puffo” ovunque o il loro continuo cantare quell’odioso jingle che tutti conoscono. Ovviamente non si tratta di un personaggio negativo, ma mi sono abbastanza riconosciuto in lui, per la serie “ok, non vi odio, mi state pure dando una mano e quasi quasi mi potrei affezionare, ma certe cose non le tollero comunque”.

Divertentissimo (e non lo avrei mai detto) anche il personaggio di Gargamella che con gag semplici ed efficaci strappa più di un sorriso, aiutato anche dalla sua “spalla digitale” Birba. Si tratta ovviamente del suo fido gatto che fortunatamente gli animatori non hanno voluto fosse per nulla antropomorfo: si tratta di un gatto vero e proprio con qualche semplice movenza o espressione (mai eccessiva però) in più. Le interazioni tra i due sono certamente il punto comico di forza della pellicola.

Molto apprezzabile anche il richiamo esplicito al creatore della serie (tale Peyo, fumettista belga) nella scena in cui Grande Puffo trova un incantesimo che stava cercando in un albo di fumetti proprio della serie dei Puffi. Nella logica del film loro sono essenzialmente dei piccoli folletti mitologici di origine belga (appunto), portati a essere conosciuti nel mondo grazie a questo disegnatore che li ha riprodotti. Bellissima l’idea di non dare troppe spiegazioni che non essendo date nei fumetti non ha senso vengano date nei film: non si capisce ancora bene come facciano ad essere un villaggio di soli uomini -puffetta a parte – (chi li ha creati?Come mai hanno tutti la stessa età tranne Grande Puffo?) non viene fatto vedere per esempio cos’hanno sotto il cappello e non viene spiegato (anche se la domanda è posta in maniera esplicita nella pellicola) se i loro nomi notoriamente legati a proprie caratteristiche fisiche o mentali vengano dati al momento della nascita o al manifestarsi dei singoli particolarismi. Insomma, misteri sono nel fumetto e nel cartone animato, misteri rimangono nei film.

Nonostante lo ami come doppiatore non ho invece condiviso l’utilizzo della voce di Gianni Glori per Grande Puffo; sembra che ogni volta che in un film appare un uomo con la barba bianca debba essere per forza doppiato da lui…mi ha fatto molto strano sentire parlare il più anziano dei puffi come Gandalf (mi aspettavo dicesse “Tu non puoi passareeeee”) o il professor Silente. Nella serie animata la voce era completamente differente!

I puffi non è certamente un gran film, ma se avete figli, nipoti e fratellini ai quali far vedere una pellicola che li possa divertire e possa fare lo stesso con voi, li consiglio.


I PUFFI

The Smurfs
Raja Gosnell, USA/Belgio 2011, 103′
VOTO (Max 5 – considerando il target del film)

VOTO RISATA
SorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.