I pinguini di Mr.Popper

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Niente di che, la solita commediola americana per un target particolarmente giovane dove al primo minuto e mezzo si ha già una chiara idea di cosa succederà.

Trama (UCI): “Mister Popper è un cinico quanto importante uomo d’affari nella grande New York. Tutta la sua schematica vita cambia radicalmente quando, inaspettatamente, diventa padrone di un gruppo di simpatici pinguini che stanno per avere dei cuccioli“.

Prendi una decina di film Disney di altri tempi, aggiungi qualcosa dei film leggeri made in USA di questi anni, aggiungi un attore strafamoso (e per Jim Carrey si parla di fama meritata) e il gioco è fatto. Troverete quindi il classico uomo divorziato con un gigantesco appartamento arredato dagli ultimi designer del momento, i suoi classici due figli (femmina un pò più grande, maschio un pò più piccolo, of course) e un problema da risolvere: convincere la dolce vecchietta a vendere l’ultimo locale di una certa zona di NY per demolirlo e fare al suo posto un grattacielo o seguire il proprio cuore e pensare di più alla famiglia e ad una vita per la quale la carriera non ha migliorato effettivamente nulla? A voi la lista di tutti i film possibili con trame simili…a me su due piedi ne vengono in mente minimo una decina.

Al di là di questo background di cliché fin troppo telefonati la particolarità del film sta nel titolo: i pinguini di mr. Popper. Sì perché come nelle migliori favole Disney (anche se in questo caso la casa di Topolino non c’entra) non poteva mancare un bel tocco di surrealismo con questo gruppetto di 5 pinguini ciascuno caratterizzato da qualcosa (con rispettivi nomignoli…capitano, puzzolo, strillo etc.) che porterà il protagonista dopo una serie di divertenti gag a riscoprire, guardacaso, l’importanza degli affetti familiari e del direi io “volemose bene” sottolineato da un finale che più che “happy ending” direi essere la vera e propria quintessenza del miele.

Carrey come al solito riesce a far ridere anche se in maniera minore di altri suoi film; interessante notare come queste scene siano quelle che c’entrano veramente poco con la trama…l’idea che mi hanno dato è che si sia trattato di battute e gag improvvisate dall’attore e inserite perché ci stavano. Sono invece rimasto quasi commosso alla visione (non sapevo della sua presenza) di una delle donne che più amo al mondo: la divina Angela Lansboury. Nonostante l’età trovo sia sempre perfetta in film di questo genere, non c’è assolutamente nulla da dire. Tra gli altri personaggi cito anche Pippy (l’assistente di mr.Popper) una parte ben scritta e nel complesso molto divertente. Peccato che con la traduzione dei dialoghi e il doppiaggio si siano perse alcune sfumature sia sue che di altri personaggi, come alcuni riferimenti lungo tutta la pellicola difficili da cogliere per un italiano.

Ultima nota ESTREMAMENTE NEGATIVA che mi ha quasi offeso (ah ah ah)…la orribile e improponibile canzone rap nei titoli di coda con all’incipit del brano il famoso riff di basso di “Underpressure” dei Queen insieme a Bowie. Dopo questa credo non guarderò mai più film di Mark Waters.


I PINGUINI DI MR.POPPER

Mr. Popper’s Penguins
Mark Waters, USA 2011, 95′
VOTO (Max 5)
3
VOTO RISATA
Sorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.