Hellboy:The Golden Army

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hellboy2.png Preso dalla tristezza nell’aver appreso che Guillermo del Toro non dirigerà un terzo Hellboy, ho deciso di riguardare il secondo capitolo della saga, anche se a fine visione la tristezza è duplicata nel pensare che un regista così abile a portare sullo schermo un mondo di fantasia non dirigerà neppure Lo Hobbit com’era stato inizialmente programmato.

Trama: “Dopo la rottura di un’antica tregua fra la razza umana e l’invisibile regno fantastico, l’Inferno sta per scatenarsi ancora una volta sulla Terra. Un leader spietato che calpesta i due mondi, sfida la sua stirpe, e risveglia un indomito esercito di creature. Toccherà quindi al supereroe più forte del pianeta combattere contro il sanguinario dittatore e i suoi predoni. Che sia rosso, che abbia le corna, che sia in fondo un incompreso, solo Hellboy (Ron Perlman) può toglierlo di mezzo. La squadra del Bureau for Paranormal Research and Defense (Dipartimento per la Ricerca Paranormale e la Difesa) , composta dalla pirocinetica fidanzata Liz (Selma Blair), dal mutante acquatico Abe (Doug Jones) e dal mistico protoplasmatico Johann, si muoverà fra la superficie terrestre e la magica area invisibile dove le creature fantastiche acquistano un corpo. Hellboy, una creatura di due mondi che non è accettato da nessuno di essi, deve scegliere fra la vita che conosce e l’ignoto destino che lo attende.“.

Hellboy 2 è certamente uno dei miei cinecomic preferiti, non tanto per l’aderenza più o meno profonda al fumetto (non lo conosco!) quanto per il suo essere film completo e a sé stante, con una sua impronta di storia e immagini molto forte: la mano del grande Guillermo Del Toro è molto presente e si percepisce in ogni fotogramma della pellicola. Del resto il regista credeva molto in questo lavoro, tanto da scriverne la storia (insieme al creatore del fumetto) e la sceneggiatura, oltre che pensarne l’aspetto visivo che per un film del genere non è certamente secondario (anzi).

Lo stile è un po’ assimilabile a quello di Tim Burton, con una narrazione sempre a metà strada fra la fiaba e la realtà arricchita qui e là da elementi da cinema horror (citato esplicitamente facendo passare in TV due classici del genere, “La moglie di Frankenstein” e “Il mostro della laguna nera“) e da parti più di mera azione, caratteristiche che il regista ci aveva già fatto apprezzare in altri suoi film come “La spina del diavolo“, “Mimimc” e “Blade II“. Un melting pot di generi che alla fine risulta estremamente godibile e molto ben calibrato, senza mai sforare in nessuno di essi.

La tematica è molto classica, ovvero la possibile convivenza fra il mondo degli uomini, sempre incurante della terra e del legame con ciò che l’ha generato e il mondo fantastico delle fiabe, quello riconducibile per mitologia alla saga di Il signore degli anelli (elfi, troll e quant’altro). La pellicola come nel precedente “Il labirinto del fauno“, segna una forte contrapposizione fra i due mondi sia da un punto di vista visivo che da un punto di vista cromatico, con la realtà di tutti i giorni perennemente blu e notturna e un mondo fantastico rappresentato da colori molto caldi, tendenti addirittura all’oro. Le creature del mondo fantastico sono una vera meraviglia per gli occhi per la loro assoluta particolarità e bellezza estetica, che devo dire non ha molto a che fare con certe visioni “classiche” di alcune creature che vediamo al cinema (non per attrarmi antipatie, ma direi “vedi Il signore degli anelli”…) : il regista ha dato prova di avere una enorme immaginazione oltre che una originalità che lo rende veramente unico nel panorama cinematografico mondiale (e ribadisco la mia tristezza per la sua decisione di abbandonare Lo Hobbit…chissà che creature avrebbe portato!).

Altra tematica è quella di molti supereroi: la consapevolezza di essere diversi dagli altri e la volontà di integrazione, l’avere dei “super poteri” in contrapposizione con la sola voglia di normalità (X-men docent). Aggiungiamo poi che Hellboy di per sé non è solo un mutante, ma un vero e proprio demone portatore intrinseco di distruzione e odio verso il mondo che lo circonda, il che fa di lui un personaggio ancora più in bilico fra sua vera natura e sua volontà di essere.
Vi è anche una classica accusa al mondo di oggi che tende ad annientare la natura per i suoi scopi (un messaggio simil-Avatar insomma), rappresentata nel meraviglioso finale dello scontro fra Red e una sorta di “mostro dio dei boschi” che nella sua morte ricopre di verde il luogo dello scontro: immagine di una natura che seppur sfruttata e piegata ai voleri dell’uomo, in fin dei conti vuole solo il suo bene.

I personaggi sono tutti molto intriganti, sia quelli visti nel primo capitolo sia la new-entry del professor Johann Krauss, un divertentissimo ectoplasma dall’accento tedesco rinchiuso in una tuta tipo palombaro. L’aspetto divertente del film è dato soprattutto dall’interazione fra i nostri eroi e dal loro comportamento che fortunatamente fa sì nascere più di un sorriso ma che non scade mai nelle classiche fastidiosissime battute “alla cinecomic” viste in tanti film del genere che personalmente detesto.

Ho apprezzato molto il non utilizzo di troppi effetti digitali “eccessivi”, lasciando a semplici ed efficacissimi trucchi e costumi la creazione di scene memorabili. Penso soprattutto al mercato dei Troll come all’incursione del principe Nuada alla reggia di suo padre, scene meravigliose che mi danno più l’idea “artigianale” dei tanti differenti alieni dei primi Guerre Stellari che del costume CGI del supereroe lanterna verde nell’omonimo film. La situazione scappa un po’ di mano nello scontro finale dove il computer la fa da padrone, ma tutto sommato questo piccolo fastidio rientra in una storia e in una tipologia di film in cui ci sta, anche apprezzabilmente.

Lato negativo è stato il trattare alcune tematiche in maniera molto sbrigativa o lasciando aperta la porta per un sequel che non ci sarà: penso a Krauss e al perché della sua condizione oltre al riferimento flash che fa alla sua storia personale, come a Red e il fatto che (SPOILER SPOILER!) sarebbe diventato padre.

HELLBOY:THE GOLDEN ARMY
Hellboy II : The Golden Army
Guillermo Del Toro, USA 2008, 119′
VOTO (Max 5)

VOTO RISATA
Sorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.