Harry Potter e il principe mezzosangue

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Voldemort è ufficialmente tornato, il mondo non è più quello di prima. Sesto capitolo, la storia si sta avviando alla sua naturale conclusione, la tensione sale e tutto assume un tono ancora più greve di quanto visto finora. Come per il precedente capitolo, è David Yates che ci traghetta in una Hogwarts sempre meno sicura…

Trama “Valdemort allunga la sua minacciosa ombra sia sul mondo dei Babbani che su quello dei maghi. Hogwarts non è più un luogo sicuro come prima, ma Harry Potter è concentrato sulla preparazione a cui Silente lo sta sottoponendo per la battaglia finale che il grande mago sa inevitabile. Per penetrare le difese di Voldemort Silente chiama l’amico e collega Horace Lumacorno, le cui competenze sono essenziali in questa battaglia. Sul fronte personale invece il gruppo di giovani maghi subisce l’effetto degli ormoni che scatenano gelosie e sofferenze”.

Uno dei punti forti di questa saga è il suo essere “camaleontica” , nel cambiare registro e visione in base a quello che si vuole dare in quel momento al pubblico. All’inizio del Principe mezzosangue la cosa è particolarmente chiara con l’attacco di alcuni mangiamorte nella Londra reale e la conseguente controffensiva di alcuni Auror (per chi non conoscesse la storia si sta parlando di “maghi buoni contro maghi cattivi”) che per come è stata girata mi ha ricordato addirittura un cinecomic, un film coi supereroi. E tra apparizioni in nuvole di fumo, incantesimi come fulmini e mostri da sconfiggere, la saga con questo capitolo perde del tutto la sua dimensione infantile diventando a tutti gli effetti un film fantastico non dico alla “Signore degli anelli”, ma un misto tra questo e un lavoro di azione/avventura. Un taglio che con l’avanzare dei film si è fatto sempre più presente e che qui diventa definitivo.

Il regista sottolinea questo anche facendo rivivere momenti e azioni ripetute nei precedenti capitoli in una nuova chiave, come mostrando il paesaggio arido e desolato in cui passa il treno per Hogwarts (che ricordiamo verdissimo nei primi film e via via sempre più cupo nei successivi – pensate al Prigioniero di Azkaban) o nell’aspetto e nei dintorni della scuola stessa, ora “sotto protezione” per impedire l’arrivo di Lord Voldemort e dei suoi seguaci. Per chi ricorda i posti in cui si sviluppano le vicende agli inizi fa molto male vedere queste immagini, come vedere il quartiere di Diagon Alley ridotto ad un insieme di case desolate senza vita; il regista calca volutamente la mano su questo aspetto facendo leva sulla’ “effetto nostalgia” di quel mondo fantastico.

La prima parte del film è abbastanza tranquilla, direi quasi riflessiva da una parte e leggera dall’altra. Non ci sono particolari misteri da svelare o grandi cose da affrontare, ma tutto scorre in maniera quasi “normale” (benché in una Hogwarts blindata) come in un teen-movie, tra sport, flirt, storie d’amore e siparietti divertenti (alcuni dei quali discutibili). Nel mezzo di queste vicende è presente qualche “inserto” relativo alla trama principale (anche girato con uno stile “senza mezzi termini”, come nella scena quasi horror della ragazza posseduta da una collana stregata), che però nel complesso crea un effetto troppo “montagne russe”, cambi di registro così repentini sono difficili da gestire e distolgono l’attenzione sul senso e sul taglio generale del lavoro che come dicevo prima è molto chiaro già dalle prime scene.

La seconda parte del film riprende invece del tutto la trama principale, e risulta essere molto più riuscita nonostante la mania di Yates per i filtri alle imagini che portano ad un bilanciamento dei colori nei fotogrammi quasi fastidioso (troppa saturazione dei colori, diventa quasi bianco e nero!). La storia di Tom Riddle è davvero avvincente e resa molto bene, il forte cambiamento che si avverte in Draco Malfoy (più serio, più espressivo, più sicuro di sé, più arrabbiato) lo fa diventare un personaggio finalmente interessante e non più il solo serpeverde che fa il gradasso ma in fondo è un fifone; sull’ultima parte per evidenti ragioni di spoiler non posso dire nulla, ma trovo che sia nel complesso ben diretta con quel taglio da fantasy/azione che gira nonostante tutto.

Il problema generale di questa pellicola è forse che dopo tutti i precedenti film si sente un po’ “di stanca”, sia per la storia che per il mancato cambio alla regia che non permette a questo lavoro di avere una sua personalità ma di essere solo un “continuo” di tutto quello che c’è stato, come se si trattasse di un episodio un po’ meno interessante di un telefilm arrivato alle ultime puntate di stagione.

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE
Harry Potter and the Half-Blood Prince
David Yates, UK/USA 2009, 153’
VOTO (Max 5)
7

About ilpina

ilpina

Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.