Guardiani della Galassia Vol.2

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Una cosa che spesso non noto nei cinecomic dei Marvel Studios è il regista: la produzione onnipresente di Kevin Feige è sempre talmente preimpostata che è molto difficile pensare “questo è un film di…” al posto del più semplice “questo è un film Marvel”. Il che non è un male perché significa che la visione d’insieme (e abbiamo già raggiunto i 15 film!) è unitaria e coerente. Tuttavia tra i tanti nomi dietro la macchina da presa ricordo comunque i fratelli Russo (i migliori con Captain America: Winter solider  e Captain America: Civil War) , ricordo il Joss Whedon del primo Avengers (il secondo lasciamo stare), ricordo Kenneth Branagh e il suo Thor, ma soprattutto James Gunn, regista che avevo conosciuto già per lo splatter horror Slither, che se non avete visto vi consiglio caldamente.

Il suo compito all’interno dell’universo cinematografico Marvel non era semplice, nel senso che tutte le storie raccontate prima del suo “Guardiani della Galassia” erano ambientate primariamente sul nostro pianeta ed avevano a che fare con un mondo che per via di tono e ambientazione aveva già dei connotati specifici (soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra il realismo del film rispetto ai fumetti), mentre lui doveva “espandere” questo universo in un’altra direzione, ovvero quella che potrebbe essere banalmente chiamata “fantascienza”. Per quanto ci fossero già i fumetti a riguardo, portarli sullo schermo da zero e in maniera credibile non dov’essere stata una passeggiata. Eppure lui non solo ce l’ha fatta, ma è riuscito anche a dare un tono alla pellicola che è stata una piccola rivoluzione, lontano dalla serietà di alcune (quando si sentiva l’estrema urgenza di “rendere tutto dark”) ma anche dal fare molto scanzonato (forse troppo) del primo Avengers. Ed ha funzionato talmente bene che oltre ad essere piaciuto al pubblico, sarà sfruttato anche nelle prossime produzioni come il trailer del terzo Thor ci ha mostrato (un Guardiani della Galassia 3 sulla carta…poi giudicheremo il film).

Nel suo secondo capitolo di Starlord & Co. non si smentisce ed anzi, riesce a bissare a mio modo di vedere quello spirito divertente, irriverente e se vogliamo un po’ “rock’n roll” (perché di questo si tratta!), facendo ridere, stupire e sul finale dando persino profondità (come non è riuscito a fare Whedon).

La trama del film è questa: “Al ritmo dell’Awesome Mixtape #2, Guardiani della Galassia Vol. 2 prosegue narrando le avventure dei Guardiani mentre si inoltrano ai confini del cosmo. La squadra deve lottare per restare unita come una famiglia quando scopre i misteri sul vero padre di Peter Quill. Vecchi nemici diventeranno nuovi alleati e i personaggi preferiti dei fan tratti dai fumetti classici giungeranno in soccorso dei nostri eroi”.

La cosa che colpisce inizialmente di questo lavoro è lo spirito molto divertente, quasi da commedia: il film fa ridere, e fa ridere anche molto per essere un cinecomic. La cosa è resa possibile soprattutto grazie alla caratterizzazione dei personaggi, che dopo essersi presentati con il primo capitolo qui sono molto più “sbottonati”, più pronti a scherzare tra di loro. La comicità del film funziona molto soprattutto per un pubblico meno giovane, sia per le battute spesso “irriverenti” o vagamente volgari (nulla alla Christian De Sica comunque, tranquilli) che per le molte citazioni divertite sugli anni ’80.

Mi è sembrato infatti che il regista strizzasse parecchio l’occhio a quella parte di pubblico che ha vissuto in quegli anni, e che quindi può capire ed apprezzare alcune “chicche” di cui il film è disseminato: da Pac Man ai videogame nei cabinati, da Howard il Papero a David Hasselhoff e la sua supercar.

Oltre agli aspetti “leggeri” che funzionano alla grande e che sono la base del film, il lavoro è anche estremamente spettacolare per le ambientazioni dei diversi pianeti, per la caratterizzazione visiva degli alieni e di tutti i personaggi, per le astronavi e le battaglie nello spazio ma anche per le musiche di Tyler Bates, sempre pronte a sottolineare l’epicità di alcuni momenti ma anche a fare da spalla ai momenti divertenti e a quelli più toccanti.

Sì perché, strano ma vero, in un film generalmente molto leggero e dinamico, c’è anche spazio per qualcosa di più: le storie dei personaggi portano tutte a parlare del tema della famiglia, e in maniera neanche così stupida o “telefonata” come ci si potrebbe aspettare da un lavoro di questi tipo (e come abbiamo visto anche in molti altri film Marvel). E in questo devo ammettere che mi ha davvero stupito, perché si va a scavare davvero bene nell’interiorità dei personaggi e delle loro relazioni.

A proposito di questi, bisogna fare un ulteriore plauso a James Gunn nelle vesti questa volta di sceneggiatore del film perché tutti i protagonisti sono estremamente ben caratterizzati, partendo dallo Star Lord di Chris Pratt e la Gamora di Zoe Salanda, passando per Drax, Youndu e Nebula, e arrivando soprattutto a Rocket e Baby Groot: non importa che si tratti di un sadico procione amante delle armi e di un mini alberello antropomorfo che dice solo “Io sono Groot”, anche loro seppur vicini alla macchietta sono approfonditi e riescono soprattutto a creare una certa empatia con il pubblico.

ATTENZIONE – MEZZO SPOILER!
Unico aspetto che non mi ha convinto particolarmente è stato il villain, non tanto per l’interpretazione di Kurt Russell o per la sua resa (comunque più che ottima) ma per la storia in sé: Ego il pianeta vivente come cattivo di turno non mi ha entusiasmato, nonostante fosse legato alle origini del protagonista e quindi approfondisse parte della storia.


GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL 2

Guardians of the Galaxy Vol. 2
James Gunn, USA 2017, 136’
VOTO (Max 5)

VOTO RISATA (Max 5)
SorridenteSorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.