Gremlins

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Parlarne oggi non è per nulla semplice perché Gremlins è uno di quei film che hanno davvero fatto la storia della settima arte, e non tanto per la sua valenza cinematografica in sé quanto perché checché se ne dica questo film è diventato un cult a tutti gli effetti, uno di quei lavori che hanno influenzato la cultura pop cinematografica per anni oltre che l’immaginario di almeno una generazione.

Trama: “Un inventore trova uno strano animaletto in un negozio di cianfrusaglie e decide che sarebbe un perfetto regalo di Natale per il figlio. Viene avvisato della necessità di seguire delle piccole regole: mai bagnarlo e mai dargli da mangiare dopo mezzanotte. Il figlio trasgredisce le regole inavvertitamente, dando vita ad un numero elevatissimo di piccoli mostri che mettono a soqquadro tutta la città”.

Prima cosa che viene da dire è che la produzione della pellicola da parte di Spielberg è davvero chiara. Oltre ad essere un grande regista il buon Steven è uno che sa bene cosa piace al pubblico e, se posso dirlo senza screditare i suoi ultimi lavori, negli anni ’80 lo sapeva ancora di più: in quegli anni era indubbiamente l’uomo giusto per creare prodotti che vendessero.

Gremlis è il classico film in cui tutto funziona a meraviglia, in cui ogni cosa sta al posto giusto partendo dalla sceneggiatura di Chris Columbus (allora non conosciuto al grande pubblico) e arrivando alla regia di Joe Dante, in quegli anni già famoso per aver diretto pellicole non proprio disneyiane come Piranha (1978) e L’ululato – The Howling (1981). I due erano al posto giusto perché rappresentavano appieno le due facce del lavoro, ovvero da un lato l’essenza da film di Natale (Columbus secondo me è il regista più “natalizio” che esista) e dall’altra quella vena più orrorifica e cool che si sposava perfettamente con lo stile di Dante. A tutto questo aggiungete la presenza di uno dei più famosi pupazzetti/mostriciattoli del mondo del cinema (il MogwaI/Gremlin) e magari l’uscita nelle sale a dicembre: avrete così il prodotto PERFETTO, ottimo per il periodo delle feste , adatto ai bambini ma anche a ragazzini e adulti e con una chiarissima propensione al merchandising (non oso immaginare quanti pupazzetti, videogame e giocattoli inerenti il film abbiano venduto). Non mi stupisco quindi che abbia incassato molto più delle aspettative, diventando il quarto successo commerciale cinematografico del 1984.

Il film dopo una piccola parentesi introduttiva dallo stile quasi noir ma dai colori molto accesi, parte con i titoli di testa esattamente come se si trattasse di un film di Natale a tutti gli effetti. Abbiamo questa cittadina coperta di neve ed addobbata a festa, abbiamo la classica famiglia americana con il cane simpatico appresso, e abbiamo come protagonista il classico bravo ragazzo anni ’80 con una cotta per una ragazza, il tutto accompagnato dalle più celebri canzoni natalizie di sottofondo. E c’è persino la figura di una ricca affittuaria senza scrupoli, un personaggio al pari del Grinch o del signor Scrooge di A Christmas Carol quasi macchiettistico da quanto è stereotipato (la sentiamo in frasi del tipo “La banca ed io abbiamo un solo scopo, fare soldi!“ in risposta ad una povera donna che era in ritardo con l’affitto e che faceva leva sul fatto che fosse Natale).

Il registro comincia a cambiare quando il Mogwai, l’esserino simile ad un maestro Yoda peloso e coccoloso al centro della vicenda, improvvisamente si crea non si sa come un guscio intorno del tutto simile alle uova degli xenomorfi di Alien; da qui ne usciranno “rinati” come Gremlins, mostriciattoli sempre simili al maestro Jedi ma questa volta molto più brutti e soprattutto pestiferi. Dico “pestiferi” e non “cattivi” perché nel loro essere la minaccia da sconfiggere nel film siamo sempre in ambito natalizio, quindi tutte le loro azioni per quanto disturbanti o addirittura malvagie sono rese in maniera quasi comica, per rendere i verdi personaggini più simpatici e molto ironici. Diciamo che sebbene uccidano anche delle persone non si vede una goccia di sangue, si spinge a volte su qualche inquadratura o qualche rimando più horror, ma il lavoro rimane coi piedi ancorati a terra nella sua anima da film di Natale, unica cosa che poteva fare per diventare quello che è diventato: un classico.

La regia di Dante mi è piaciuta molto soprattutto per l’utilizzo delle luci sempre efficaci e coloratissime, che oltre a sottolineare la natura scanzonata della pellicola sono uno degli elementi fondamentali che l’hanno portata ad avere quella cosa che tutti i film dovrebbero possedere: una personalità. Gremlins sebbene non tratti grandi temi o non sia un film volutamente profondo o autoriale, rimane impresso nella testa per le sue particolarità, per lo stile e per la trama che lo hanno reso unico ed assolutamente iconico.

 

GREMLINS
Joe Dante, USA 1984, 106’
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.