Freaks

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Il cinema come ogni arte ha il pregio di poter produrre degli effetti sociali. Ci sono anche casi in cui però la società non è pronta neanche a “digerire” alcune pellicole, che rimangono così “in sospeso” diventando quasi maledette fino all’arrivo della classica celebrazione postuma. Freaks rientra assolutamente in questa casistica.

Trama: “In un circo la bella trapezista Cleopatra e il suo amante Hercules complottano di uccidere il nano Hans per spartirsi la sua eredità. I Freaks, creature deformi usate come fenomeni da baraccone, intuiscono le intenzioni dei due e vogliono vendicarsi”.

Immaginate di essere nel 1932. In Germania siamo all’inizio del periodo nazista, l’Italia è sotto al fascismo e in Europa come nel resto del mondo c’è una certa tensione nell’aria che porta ad un necessario conservatorismo: meglio mantenere la società com’è evitando il più possibile qualsiasi avanzamento in ambito culturale per poter controllare meglio la situazione. Potete capire (e sapete bene) cosa questo abbia portato nei confronti delle persone “diverse”, soprattutto qualche anno più tardi (leggi razziali in Italia, campi di concentramento in Germania – e non parlo solo di ebrei ma anche di oppositori politici, omosessuali, disabili).

In questo contesto il regista Tod Browning un anno dopo il suo Dracula con Bela Lugosi decide di rompere ogni schema, ogni perbenismo ed ogni pudore sociale girando un film che a mio modo di vedere potrebbe essere per molti un pugno nello stomaco anche nel 2017. Certi temi e certe storie erano già state raccontate in letteratura (la trama a me ha ricordato per alcuni versi l’Hop Frog di Edgar Allan Poe), ma dare loro “vita vera” con la macchina da presa, è stata un’operazione molto coraggiosa. I protagonisti della pellicola sono tutti “Freaks”, ovvero persone “strane” o con gravi deformità fisiche, personaggi tipici dei circhi dei secoli scorsi: troviamo la donna barbuta, diversi nani, delle gemelle siamesi, una persona metà uomo/metà donna, persone affette da microcefalia (ovvero con la testa molto piccola) o senza arti (braccia o entrambe braccia e gambe).  Naturalmente gli “attori” che li interpretavano non erano altro che loro stessi, siamo di fronte a patologie che nella maggior parte difficilmente sarebbero state rese con del trucco (nel ’32!).

Qual era l’intento di Browning? Molto semplice: gridare al mondo che queste persone esistono, che sono sì diversi ma che la loro deformità fisica non ha nulla a che vedere con la loro umanità. Per fare questo nella prima parte della pellicola ci vengono descritti i personaggi con il loro modo di vivere e le loro peculiarità, ma soprattutto in maniera del tutto normale mostrando come nonostante le diversità basti conoscere chi ci sta di fronte per capire che come tutti noi anche loro provano amore, simpatia, rabbia, e che l’appellativo “mostri” non serve ad indicare la deformità fisica, ma a mostrare la deformità morale di chi guarda il mostro vedendolo ed etichettandolo come tale.

A mio modo di vedere questo è il vero nucleo del film, che sinceramente io avrei sviluppato e approfondito per tutto il corso della pellicola magari dando importanza primaria a Madame Tetrallini, la figura meravigliosa di una donna che tratta i Freaks come figli, e che mi ricorderò per la frase “Vergogna ragazzi! Vergogna Vergogna! Quante volte piccoli miei vi ho già detto che non dovete aver paura? Non vi ho forse insegnato che Dio del cielo protegge tutte le sue creature?”. Semplicemente stupenda.

Dalla seconda metà del film in poi invece, ci si concentra su una sola storia, quella del nano Hans e della volgare e crudele Cleopatra, che porta ad un epilogo cruento ma giusto, anche se spezza la normalità dei Freaks rendendoli da vittime ad (anche) carnefici. È stato proprio a causa di questa ultima parte che il film è stato etichettato come horror (quando per me di horror non ha NULLA), rinnegato dalla casa di produzione (la MGM) ed anche censurato. Nello specifico la coda del lavoro è stata tagliata di quasi mezz’ora per non mostrare parti definite troppo cruente; leggenda vuole che alle prime proiezioni di prova molti fossero stati male ed una donna in sala avesse avuto un aborto spontaneo (fonte Wikipedia).

Nonostante i tagli questa aura da “film maledetto” se da una parte destò interesse e ne fece il successo (tanto che ne stiamo parlando più di 80 anni dopo) dall’altra lo fece vietare alla distribuzione nella Germania Nazista, nel regno unito fino al ’64, e pensate che da noi fu messo in onda per la prima volta in TV solo nel 1983. Molto rumore per nulla dico io, a meno che la vera paura di questa pellicola non fosse destata più dal messaggio di egualitarismo iniziale che dalla (risibile e superficiale) componente horror.

FREAKS
Tod Browning, USA 1932, 64’ (versione già censurata, l’originale è stata perduta)
VOTO (Max 5 – senza considerare l’impatto per l’epoca)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.