Final destination 4

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CTRL+C / CTRL+V . Se avessi scritto altre recensioni della serie di Final Destination potrei banalmente fare un copia/incolla di quanto già scritto visto che questo lavoro altro non è che l’ennesima riproposizione della stessa idea ma in salsa differente. Anzi no scusate, pure la salsa è sempre la stessa!

La trama è questa: “Durante quella che dovrebbe essere un divertente giornata alle corse automobilistiche, Nick O’Bannon ha una terribile premonizione in cui una serie di coincidenze fa sì che avvenga un incidente tra le automobili, mandando rottami infuocati contro la folla e uccidendo brutalmente i suoi amici, facendo infine cadere su di lui la tettoia e uccidendolo. Uscito da questo incubo, Nick, convince la sua ragazza, Lori, e i loro amici, Janet e Hunt, ad andarsene pochi secondi prima che la visione diventi una terribile realtà. Purtroppo questo è solo l’inizio perché il gruppo deve ora iniziare a sfuggire una serie di altri incidenti mortali…

Si dice che “errare è umano” e che “perseverare è diabolico”. A onor del vero parlando del primo Final Destination (anno 2000, 9 anni prima di questo) non posso e non voglio essere troppo tranchant. Sì perché l’idea originale era bella per un horror, aveva comunque quel qualcosa di nuovo da dire nonostante la fattura da teen horror movie (che di per sé non è un male anche se spesso non si accompagna certamente all’appellativo di “buon cinema”): dopo anni di Freddy Krueger, Ghostface e vari indemoniati, l’idea di un “villain horror” che non si vede ma che è al contempo il villain per antonomasia (la morte) è stato elemento di novità, come il puntare tutto sulla tensione causata dalle piccole cose – una vite che si svita, una gomma d’auto che si rompe, dei fili elettrici scoperti etc. Però wooders parliamoci chiaro, una volta va bene, la seconda già mi puzza ma alla terza mi sono già rotto gli zebedei se non viene aggiunto NESSUN nuovo elemento. E fate conto che questo è il quarto capitolo della saga!

Anche qui abbiamo i soliti personaggi stereotipati: tutti giovani più o meno avvenenti, il protagonista è un bel ragazzo ma lo è di più quello che fa lo sbruffone, come per le ragazze quella che muore per prima è sempre quella un po’ più gnocca ma ochetta (che il messaggio subliminale della pellicola sia “studia altrimenti muori per prima”?). Intorno a loro UN MONDO di cose allucinanti, di oggetti che si rompono, di coincidenze fortuite e via discorrendo (modo in cui la morte uccide i “predestinati”, scusate se fino adesso l’ho dato per scontato ma ne ho viste davvero alla nausea) che più che da un film horror sembrano venire direttamente dal programma “100 Ways To Die” (aka “1000 modi per morire”) in cui in ogni puntata vengono fatte delle ricostruzioni su morti bizzarre. Io mi immagino gli sceneggiatori che si riuniscono intorno al tavolo e pensano, pensano a come uccidere sti poveri ragazzi, e poi…illuminazione! Perché non farli risucchiare dal tubo di scarico di una piscina? No no aspettate, ne ho una ancora più assurda: la morte nell’autolavaggio! No, questa non ci piace, facciamo che la mettiamo ma non muoiono mica.

Non manca poi naturalmente la “finta salvezza” tipo ogni mezz’ora di film: “Mio dio, la morte ci ha salvati! Abbiamo spezzato il circolo!” -nuova morte accidentale- . “Ce l’abbiamo fatta!Sono morti gli altri, noi siamo salvi! Vivrò ogni giorno della vita come se fosse l’ultimo, dando valore alle persone a cui voglio bene e facendo tanti viaggi per visitare il mondo che è un posto meraviglioso”.  -altra morte accidentale che elimina gli ultimi superstiti, titoli di coda- . Non si sa se ridere o se piangere, ma forse più la seconda.

Chiudo citando l’unico elemento estremamente innovativo che ha avuto la pellicola, un vero colpo di genio a mio modo di vedere: l’utilizzo del 3D. Sì perché non bastava la cagata di film in sé (come si dice a Oxford) , bisognava renderla ancora più fastidiosa inserendo discutibili effetti speciali computerizzati (fatti malissimo peraltro) grazie ai quali ogni tanto arriva in faccia qualche schizzo di sangue.

O forse, e questa è la teoria per me più accreditata, il 3D è stato scelto dai produttori americani per mandare in crisi la distribuzione italiana che, trovandosi tra le mani un prodotto del genere, per inquadrarlo ha inventato ben 3 titoli differenti con cui farlo uscire:  Final Destination 4 , Final Destination 4 3D , Final Destination 4: Gara mortale 3D (?!).


FINAL DESTINATION 4 (aka Final Destination 4 3D o Final Destination 4: Gara mortale 3D)

The Final Destination (aka The Final destination 3D)
David R. Ellis, USA 2009, 82’
VOTO (Max 5)

VOTO RISATA (per le morti ridicole)
SorridenteSorridente

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.