Dracula 3D

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Lo scopo principale dei film horror è quello di creare paura e terrore in chi li guarda. Dracula 3D da questo punto di vista può certamente essere visto come un vero e proprio capolavoro dell’orrore, in quanto la sua visione non può che creare sconcerto e sgomento pensando che dietro alla macchina da presa c’è lui, Dario Argento, il miglior regista di questo genere che abbiamo mai avuto in Italia.

Prima di cominciare la recensione volevo però fare una piccola parentesi introduttiva che ci fa capire come funziona il nostro sistema-cinema (fonte wikipedia): il film è costato 7 milioni di euro di cui 300.000€ stanziati dalla Regione Lazio e dalla Regione Piemonte, ed è stato riconosciuto come di interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i beni e le attività culturali. La somma degli incassi totali del film ha sfiorato i 500.000€ (1/14 di quanto è costato). Ecco, alla faccia dei giovani autori che non riescono ad emergere. Si vede che dopo gli ultimi capolavori di Argento (ricordo con particolare interesse “Il cartaio” del 2004 e “La terza madre” del 2007) anche gli enti pubblici hanno sentito la necessità di finanziare l’autodistruzione di un mito. Chiusa parentesi!

Detto questo addentriamoci per l’ennesima volta in Transilvania e nella storia resa già celebre con rimescolamenti vari con Nosferatu il Vampiro, il Dracula con Bela Lugosi, quello con Christopher Lee, quello di Coppola…anche nel 2012 si è sentita questa necessità impellente di disseppellire il conte vampiro, Lucy, Mina, Jonathan, Van Helsing, Renfield e tutta l’allegra combriccola tratta dal libro di Bram Stoker, a cui credo girino pesantemente gli zebedei dall’aldilà per tutti i minestroni che hanno fatto della sua creatura.

Questo minestrone in particolare non è però troppo riscaldato perché, se c’è una cosa che si può dire di Dracula 3D, è che è certamente un film originale. In questa recensione cercherò di spiegarvi perché.

LA GRANDE OVERTURE
Sono sicuro che alle scuole elementari o medie vi sia capitato sicuramente di fare qualche ricerca o qualche tesina. E posso scommetterci quello che volete (non dite di no, non ci crederei!) che per scrivere i titoli avete usato come stile le “WordArt”, quelle scritte colorate che si trovavano in Microsoft Word. Ecco, immaginate di vederle nei titoli di testa di un film che vorrebbe essere horror. Io a vederle sono caduto dal divano rotolando dal ridere, anche se per onestà intellettuale devo ammettere che quelle scritte a livello di bellezza sono certamente coerenti con il resto del film. E la coerenza non è mai cosa da poco!

Dracula 3D VS Il segreto

ATTORI E ATMOSFERA
Avete presente la fiction “il segreto” su canale 5? E (questo lo chiedo così per dire, anche se si tratta certamente di una domanda retorica) avete presente i film porno? Ecco, fate un mash-up tra i due e otterrete il setting di questo film. Quella che dovrebbe essere la Transilvania del 1800 sembra un villaggio medievale della bassa Val Padana, nel quale come in ogni film pornografico che si rispetti non si vede un minimo di ampia inquadratura esterna, ma solo piccoli ritagli di un set preparato mettendo pochi oggetti di scena in una qualche cascina diroccata (che magari dal vivo è pure bella!). Credo di non essermi mai accorto guardando un film di quanto gli oggetti presenti sul set per creare atmosfera fossero così importanti: qui cascano davvero le braccia a vedere candelabri, sedie, tavoli, che sembrano presi direttamente dalla soffitta della prozia di uno della troupe, o magari creati ad hoc come quando si fa il saggio di fine anno all’asilo (il livello di fattura di un libro “anticato” che prende in mano Jonathan è quello!). Il tutto reso con delle luci a mio modo di vedere imbarazzanti, tanta tanta luce bianca messa così a cazzo anche di notte per creare evidentemente quell’effetto “via crucis in mezzo al paese” che è tutto un programma. Roba tipo da vedere luce intensa e lunghe ombre in un cimitero di notte…io davvero non so come siano riusciti a partorire questa idea. Inizio a pensare che qualcuno del reparto tecnico volesse sabotare il film!
E gli attori…beh, gli attori…ragazzi, io non ho idea di dove li abbiamo tirati fuori. E non solo per capacità attoriale (che qui a parte rari casi è del tutto inesistente anche se me lo aspettavo ad essere sincero), ma anche per mera fisicità. Si sa che una delle doti dell’attore di cinema è innata, ed è la sua capacità di “bucare lo schermo”, come mi fa un Anthony Hopkins con un solo sguardo. Ecco, qui gli attori sembrano fisicamente i classici da film porno, di quelli che devono dire due parole e poi cominciare a limonare duro. In tutto questo non aiutano di certo i costumi che, sarò ignorante io, ma più che l’est Europa mi sembrano rubati (appunto) dal set di “Il segreto”, o nella migliore delle ipotesi riciclati dopo la chiusura della serie televisiva “Zorro” (quella naturalmente di fine anni ’50).

ASIA ARGENTO
Parlando di attori la punta di diamante di questo film rimane naturalmente lei, una delle attrici italiane più amate ed esportate (scherzi a parte ricordo che era nel cast del “Marie Antoinette” di Sofia Coppola…!), nonché la meno paraculata della storia: Asia Argento. Credo sia di per sé uno dei pochi casi in cui qualcuno di legato al regista viene scelto per le sue indubbie capacità più che per altro, un po’ come quando Helena Bonham Carter viene provinata per poter essere in un film di Tim Burton (o almeno “veniva” visto che dopo il 2012 si sono mollati, quindi lei non s’è più vista). Io davvero, sono rimasto molto imbarazzato a vederla, anche (e soprattutto) perché doppiata da sé stessa. Mi sbagliavo, mi sbagliavo quando pensavo ingenuamente che la sua peggiore prova attoriale fosse stata quell’obbrobrio, quell’insulto al capolavoro di Suspiria che è stato “La terza madre”. Asiona nostra qui supera sé stessa, regalandoci non tanto la più brutta interpretazione della sua carriera, ma direi anche una delle più brutte interpretazioni a memoria d’uomo (eguagliata forse dal Costantino Vitagliano di “Troppo Belli”). A ogni modo molto divertente la scena in cui prende fuoco.

LO SPLATTER
L’elemento splatter, tipico della filmografia di Argento, in questo lavoro mi ha fatto un attimo dubitare di me stesso: stavo guardando un film serio o forse uno dei migliori troll mai visti sullo schermo? Cioè, l’effetto che ne esce è del tutto ironico alla film come “Black Sheep” , “Slither” o “Quella casa nel bosco”, una esagerazione che alza il livello trash. Forse come succede nella soap opera Beautiful (di cui sono fan da decenni) i lavori di Dario Argento sono arrivati ad un punto trash tale che lo spettatore non può capire se tutta questa velata comicità sia una casualità o una scelta consapevole da parte di autori geniali. A ogni modo l’uomo ucciso con una badilata in testa, mi rimarrà sempre nel cuore.

GLI EFFETTI SPECIALI
Devo ricordarmi di scrivere una mail a Dario Argento (e molti altri) per esprimere un concetto semplice: se non hai abbastanza budget NON fare effetti speciali costosi. Voglio dire, la tensione la creava Hitchock senza un computer, c’è riuscito anche Carpenter, ci riusciva anche lo stesso Argento con qualche tenda rossa e le inquadrature giuste. Perché allora scadere (perché sì, stiamo parlando proprio di scadere) nella CGI più ridicola mai vista? Che sono sti gufi? Dracula che si trasforma in un lupo? In sciame di mosche? Ma perché?!
La cosa meravigliosa è che Argento imparando da sé stesso in una scena prova a fare un effetto speciale semplice, in maniera classica, ma ahimè casca nell’effetto becerissimo alla video da youtuber inesperti: Dracula che non c’è, lampo, Dracula che compare. Ma porca zozza.

L’ANIMA SOFT-PORN
Già dalle prime foto dal set (quelle promozionali, niente di estrapolato ad hoc) il dubbio mi era venuto. Ma non è che il buon Argento vista l’età (sappiamo tutti che i vecchi sono un po’ maniaci) si sia dato al porno? No perché tra costumi, scenografie, prove attoriali (cose già viste sopra) e con l’aggiunta di dialoghi messi lì a cazzo e  tette, tante tante tette, questo lavoro sembra uno di quelli in cui guardi una scena ma ti aspetti che da un secondo all’altro comincino scene hard così, senza un filo logico. E la cosa davvero tremenda in tutto questo è che no, alla fin fine non ce ne sono!

COMPARTI TECNICI
Non è che io voglia necessariamente infierire, sembro quasi un sadico. Però davvero, tra doppiaggio ed alcuni effetti sonori mi è sembrato di vedere a tratti un filmato di Paperissima Sprint, di quelli in cui il gatto cerca di avvicinarsi al cane e dice “dobbiamo stare viscini viscini”. Ho in mente questa scena con tre lupi che corrono con appiccicato sopra il loro ringhiare che mamma mia, a scaricarsi i versi degli animali da YouTube trovi certamente di meglio. E poi le musiche…le musiche! Non tutte orribili, ma mi spiegate l’utilizzo SMODATO del theremin (per chi non lo sapesse è quello strumento elettronico usato sopratutto negli anni ’50/’60 che fa un suono simile a un “ululato” molto alto)? Tim Burton col theremin c’ha aperto il suo film su Ed Wood (non posso non citarlo!), per dare quell’idea divertita di fantascienza/horror di 40 anni fa. Cioè, lui lo usava con questo intento nel 1994, mentre Argento lo usa seriamente nel 2012. Dario, attualizzati!

…e per finire…

LA MANTIDE RELIGIOSA GIGANTE
La mantide religiosa gigante, LA MANTIDE RELIGIOSA GIGANTE!
Sharknado lèvate, abbiamo un vincitore.

 

DRACULA 3D (aka Dracula di Dario Argento e Argento’s Dracula 3D) 
Dario Argento, Italia, Francia, Spagna 2012, 105’
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About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.