Destino

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Germania, anni 20. Sarà stata la guerra appena persa che ha dato loro una diversa percezione della realtà, fatto sta che i tedeschi in quegli anni hanno veramente lasciato il segno.

Mi riferisco all’estetica espressionista di cui molti registi hanno fatto le veci in film muti di quegli anni e mi riferisco soprattutto a un gioiello che ho visto qualche tempo fa, “Destino” di Fritz Lang (titolo originale “Der müde Tod” , 1921). La domanda è: “Come fa uno che vive nel 2010 a restare a bocca aperta davanti a un film muto di 90 anni fa?”…guardatelo e poi ditemi. La storia, estremamente teatrale, parla di un forestiero che compra un terreno vicino al cimitero di un paese mitteleuropeo costruendovi una gigantesca quanto misteriosa muraglia. Nonostante la costruzione non abbia porte né entrate alcuni vedono cortei di anime entrarvi; tra questi una ragazza scorge il suo amato e decide (per riaverlo indietro) di andare a parlare con il padrone del terreno, che si scoprirà essere personificazione della morte.

Il film partendo da questi presupposti si gioca tutto su intense riflessioni riguardo i temi della morte e dell’amore fino ad un finale molto meno scontato (haimé per noi) della gran parte dei film odierni. Un po’ debole la parte più “avventurosa” dei tre racconti ma nel complesso un’opera da non perdersi, soprattutto per l’aspetto visivo. Senza tanti 3D e con “effetti speciali” estremamente rudimentali, il film riesce a mantenere un’intensità e una bellezza stilistica visuale direi spettacolari, un’artisticità e un gusto per l’immagine che dovremmo solo invidiare a chi faceva cinema quasi un secolo fa.

Frase celebre: “Belive me, my task is hard!It is a curse!I am weary of seeing the sufferings of man and of earning hatred for obeying God”

DESTINO
(Der müde Tod)
Fritz Lang, Germania-1921, 82′
VOTO (max 5 – considerando gli anni in cui è stato fatto)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.