DellaMorte DellAmore

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dellamorte_dellamore-“Se mi vedesse il mio amico Dellamorte… penserebbe che voglio rubargli il mestiere!”
-“E allora? È un lavoro come un altro, dopotutto… su un mio amico italiano hanno fatto anche un film!”
Dylan Dog alle prese con una tomba nell’albo 205 (wikipedia)

Mi chiamo Francesco della Morte.. nome buffo no? Ho anche pensato di farmelo cambiare all’anagrafe: ANDREA Della Morte sarebbe meglio per esempio” (dal monologo iniziale)

Checché ne dicano gli autori o lo stesso Sclavi (papà di Dylan Dog e autore del libro da cui è tratto il film) questo é in tutto e per tutto Dylan!
A parte Rupert Everett che da il volto all’ “Indagatore dell’Incubo” e a parte gli zombie, è come si struttura il film a farmelo dire.
Nomen omen (sempre che l’abbia scritto giusto, “un nome un destino”): è una storia romantica, è un film horror, è un b movie ed è anche un cult. C’è l’idealizzazione della donna, come Dylan Dog cerca in tutte le avventure che gli capitano la sua fata Morgana, c’è anche la morte e soprattutto è apprezzatissimo da chi come me è un fanatico del fumetto.

Mi viene da dire che è geniale perchè con i mezzi non propriamente Holliwoodiani a disposizione niente è “buttato lì”. Così non ci sono gli effetti digitali degli zombie del 2010 ma stop-motion e stuntman, trucchi plasticosi e sangue finto, di quello che si prepara a casa con acqua e zucchero!
Unica pecca: ANNA FALCHI! vabbè…in Giappone dicono che i nei di un’opera non vanno visti come tali, ma come punto di partenza per la ricerca della perfezione.

Io l’ho visto al cinema da bambino (papà si rifiutava di portarmi a vedere i Power Rangers ma mi faceva vedere Blade Runner, grazie papà!)
Ancora oggi rido solo a pensare alla scena dove si vede DellaMorte che mette del filo spinato sul muro di cinta del cimitero. Il sindaco si avvicina  e gli chiede: “Perchè il filo spinato? Di notte entrano?” – “No, ESCONO più che altro!”

Poi mi viene sempre la pelle d’oca nei dialoghi alla “Brancaleone” con la morte, stilisticamente molto evocativa, gigante come a spiegare la piccolezza dell’uomo a suo confronto.
Ci godiamo l’evoluzione del personaggio che parte da “uomo solitario” per diventare emozionabile come un adolescente, rasentare l’esaurimento nervoso fino a capire che l’angoscia che sente è una sensazione di claustrofobia datagli dal luogo, dal suo lavoro, dalle persone che ha intorno e decide di partire.. purtroppo con tutte le buone intenzioni che possiamo avere, a volte il fato ci è avverso: il poetico innevato finale ci lascia con un’immagine un po’ angosciosa ma significativa.

DELLA MORTE DELL’AMORE
Michele Soavi, Italia/Francia/Germania 1994, 105′
VOTO (Max 5)
8
VOTO TRASH
trash trash trash trash
VOTO RISATA
SorridenteSorridenteSorridenteSorridente

About Gianluca

Gianluca
"Io posso farti avere quello che vuoi..posso farlo posso procurarti qualunque cosa non devi fare altro che parlare con me, fidati di me fidati perché io sono il tuo confessore..sono sono il tuo strizzacervelli, io sono il tuo collegamento diretto alla..centralina delle anime.Io sono l'uomo magico.. il Babbo Natale del subconscio. Lo dici, lo pensi, puoi averlo"