Dead Silence

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A volte mi capita di farmi sfuggire le cose. E in maniera assolutamente colpevole! James Wan in questi anni è diventato il mio regista horror di riferimento, dopo anni che mi sentivo “orfano” del genere se non per Rob Zombie. The Conjuring è uno di quei film che non so perché ma mi ha devastato, Saw è stata un’idea originale e travolgente, Insidious è uno degli horror migliori degli ultimi anni…eppure oltre a non aver ancora recuperato tutta la sua filmografia (che per me non comprende naturalmente Fast & Furious 7 ah ah ah), sono rimasto incredulo nell’apprendere durante i titoli di testa che questo “Dead Silence” è il suo secondo lungometraggio. Non lo sapevo. Shame on me!

La trama è la seguente: “Sconvolto dal brutale assassinio della moglie, Jamie è convinto che il pupazzo arrivato per posta il giorno stesso ne sia in qualche modo la causa. Tornato nel suo paese natale, scopre la storia di Mary Shaw, colei che costruì il pupazzo e ventriloqua linciata molti decenni prima perché accusata della scomparsa di un ragazzino che aveva infastidito un suo show. Allo stesso tempo Jamie dovrà fare i conti con il detective Lipton che lo ritiene responsabile dell’omicidio”.

Chi ha detto che bisogna per forza tirare fuori dal cilindro solo idee originali e spiazzanti? Saw è stato un caso a parte, un film diventato “format” per l’originalità che ha dimostrato quanto Wan sia in grado di creare storie nuove, fresche. Il regista tre anni dopo il suo primo grande successo decide di dare subito una sterzata alla sua visione registica, passando da uno splatter unico nel suo genere a qualcosa di estremamente classico, un lavoro talmente gotico nel senso comune del termine che potrebbe sembrare un lavoro di Mario Bava. E badate, non è stata una scelta “facilotta” ma la riprova che un regista capace può confrontarsi anche con del materiale molto classico e creare un prodotto ugualmente interessante. La semplicità horror di una storia può assolutamente esserci in un buon prodotto, basta che sia diretta come dio comanda!

E Wan già dai titoli di testa ci fa capire che sì, stiamo parlando di una rivisitazione di centinaia di altre storie, ma ci sarà comunque da divertirsi. La classicità è passata in maniera assolutamente voluta come se si trattasse di un vero e proprio omaggio ad un certo cinema, con una pellicola volutamente vintage a livello cromatico e con una regia iper attiva e piena di stacchi come nei film anni ’70 mescolata con una chiara sensibilità più moderna.

L’atmosfera è tesa dall’inizio alla fine del lavoro, non c’è mai un momento allegro o buonista alla teen horror movie ma tutto è cupo e “dark” come nella migliore delle tradizioni, con un sonoro molto presente e musiche classicamente horror persistenti che accompagnano un ritmo sempre incalzante.

Gli elementi gotici sono moltissimi e possono solo che far rallegrare gli amanti del genere: la cittadina con la nebbia persistente sul suolo, l’immagine di una morta quasi imbalsamata e le luci lampeggianti (soprattutto in una scena in cui sono date da un’insegna) risultano essere quasi una citazione del maestro Mario Bava e del suo “I tre volti della paura” (lo so, continuo a citarlo ma lo vedo ovunque), come la figura della marionetta non può che ricordare uno degli episodi del celebre Incubi notturni del 1945. E poi i lampioni nel buio, le foglie che cadono dagli alberi durante un funerale, benzinai (sì, benzinai!), il “teatro della marionetta sul lago perduto”, le candele e i drappi rossi, le case antiche, il temporale, le filastrocche…è in pratica un orgasmo continuo di citazioni e di atmosfera horror che da amante del genere mi ha lasciato con gli occhi a forma di cuore (e la bava alla bocca, of course).

L’altra faccia della medaglia è naturalmente che tutto ciò che può essere visto come un omaggio ad un certo cinema da parte di alcuni (io mi ci metto) può essere percepito come uno snocciolamento di cliché da parte di altri; diciamo che l’effetto “Piccoli brividi” sarà stato sicuramente avvertito da molti. Ma chevvedevodì, a me piaceva anche Piccolo brividi quindi evviva James Wan ed evviva l’horror gotico!

Attenti a Mary Shaw dagli occhi pazzi
non aveva figli, ma solo pupazzi
e se per caso nei vostri sogni appare,
non dovete mai, mai gridare!


DEAD SILENCE

James Wan, USA 2007, 89’
VOTO (Max 5)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.