Come un tuono

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come_un_tuono Che dire cari wooders…come molti di voi, affascinato dal meraviglioso Drive ero molto attirato dall’idea di vedere Ryan Gosling nei panni di un altro personaggio “sulla carta” interessante come il driver. Ed a dire il vero è stato così, ma solo in parte…

Trama (UCI Cinemas): “Luke, motociclista per passione e stuntman di mestiere, scopre di avere un figlio di cui ignorava l’esistenza. La rivelazione gli cambia la vita, spingendolo a fare di tutto per essere un buon padre. Tormentato da problemi economici e dal pensiero di non poter mantenere il bambino, Luke arriva a compiere una serie di rapine. Sulle sue tracce si mette un detective onesto ma ambizioso, inserito in un dipartimento corrotto”.

Il film si divide in tre parti, due consequenziali e l’ultima ambientata 15 anni dopo i fatti della prima. I protagonisti sono diversi e le loro storie sono particolarmente interconnesse; analizzerò il film “pezzo in pezzo”.

Il protagonista della prima parte è uno (come al solito) strepitoso Ryan Gosling, ancora una volta nella parte del “bello e dannato”. Prendete il film “Drive” di Nicolas Winding Refn , sostituite la macchina con una moto, aggiungete qualche tatuaggio e più o meno ci siamo. Le tematiche sono le stesse ovvero un destino segnato, la volontà di riscatto, l’affetto verso una donna e verso un bambino, l’invischiarsi per necessità nel mondo della malavita, l’incapacità di uscirne. Anche le musiche sono simili, come l’aspetto visivo da metropoli notturna con luci al neon colorate, i montaggi frenetici, le scene di suspense. Tutto fatto molto bene per carità, ma siamo forse eccessivamente aderenti al precedente successo con Gosling.

La seconda parte inizia a mio parere davvero bene, con un totale cambio di prospettiva “alla Psycho” che continua però (o almeno così vorrebbe) la stessa trama. Il difetto fondamentale qui sta nel passare il ruolo del protagonista da un attore di serie A come Gosling a uno che, mi spiace dirlo, non merita più di un occasione come attore drammatico: Bradley Cooper . So che a qualcuno può piacere, ma sarà che ho in mente sempre quel fastidiosissimo film che è stato “Una notte da leoni“, sarà perché non lo trovo credibile nelle sue espressioni finte da ultimo arrivato all’accademia d’arte drammatica, sarà che ODIO il suo doppiatore italiano (e questo ahimè non è nemmeno colpa sua), fatto sta che non lo tollero. Questa seconda parte risulta particolarmente tediante, non c’è nulla che possa intrattenere o interessare se non i classici escamotage telefonati per mandare avanti la trama che chiunque si sarebbe potuto aspettare.

L’ultima blocco di film (che direi essere “vagamente” meglio del secondo) risulta essere un allungamento della minestra in quanto porta ad una evoluzione della storia davvero troppo banale, fino ad un finale che cercando palesemente di far commuovere risulta solo più pretenzioso e patetico di quello che sarebbe potuto essere in altre circostanze. I protagonisti qui sono due ragazzi, dei quali voglio ricordare Dane DeHaan, a mio parere una brutta copia di Di Caprio ai primi tempi: vi prego, fate qualcosa per le sue occhiaie! Spero di potermi ricredere su di lui in futuro.

Ritmo particolarmente lento (il che per 2 ore e mezza di film non è il massimo), musiche solo a tratti interessanti, personaggi abbozzati, trama che a furia di mettere personaggi e storie diverse risulta del tutto inconcludente. Insomma, se non ci fosse stato il buon Ryan questo lavoro non avrebbe per nulla meritato il prezzo del biglietto.

COME UN TUONO
The Place Beyond the Pines
Derek Cianfrance, USA 2012 (uscita italiana 2013), 140′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.