Colpo di fulmine – Il mago della truffa

Letto 1172 volte

colpo_di_fulmine_mago_truffaTrama: (wikipedia) “Steven Russell, da marito devoto, si trasforma in un perfetto truffatore, vivendo in modo stravagante e imbrogliando la gente. Ma questa sua “carriera” viene presto interrotta, quando viene catturato e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. In carcere si innamora follemente del suo compagno di cella, Phillip Morris, ma quando questi verrà scarcerato, Russell evaderà numerose volte pur di stare assieme al suo amato“.

Prima di parlare del lavoro in sé volevo fare una piccola parentesi. Non avevo intenzione di vedere il film perché a guardarne il trailer e le diverse pubblicizzazioni in Italia sembrava la classica commedia americana vuota, con un Jim Carrey eccessivo e con le classiche battute.

Del resto il titolo è stato “tradotto” “Colpo di fulmine – Il mago della truffa”, cosa aspettarsi? Ecco, vorrei NON partire da ciò ma da quello che il film è, ovvero “I love you Phillip Morris” (Io ti amo Phillip Morris) , una commedia brillante ma non scema che avrebbe meritato un pò più di visibilità anche nel nostro paese.

Ottimo Carrey, la sua interpretazione mi ha veramente fatto morire dalle risate nella parte del prototipo dell’omosessuale che cerca di vivere ai “massimi livelli” la sua gaiezza. Una interpretazione molto convincente, comica ma anche posata e meno eccessiva nei momenti più seri. Idem per Ewan McGregor che non ho mai particolarmente apprezzato come attore (al di là di Trainspotting l’ho sempre visto nelle solite parti) ma che qui da’ veramente il meglio di sé, trasformandosi come il protagonista del film nella classica checca (un pò) isterica.

Al di là della parte comica che comunque permea tutto il film e che invito solo a gustare pienamente ,i registi riescono a dirci molto di più tra un sorriso e l’altro. Come da titolo il film parla essenzialmente di amore, di quegli amori che partono come colpo di fulmine ma che in breve guadagnano una profondità e una eternità non comuni. Quando insomma due persone al di là delle rispettive vicissitudini, al di là delle bugie, non riescono a non stare insieme. E la cosa interessante è che tutto questo non ci viene presentato in maniera melensa, ma sempre nel contesto di leggerezza generale del film.

L’altra tematica pregnante è invece la menzogna, il film è pieno di grandi e piccole bugie da parte del protagonista ma anche della regia che si diverte in alcuni momenti a ingannare il pubblico facendogli percepire un registro differente da quello che dovrebbe essere. Le bugie partono da un punto circoscritto e mano a mano si rinforzano e ingrandiscono a valanga travolgendo tutto, un po’ come la vendetta in molti altri film. La bugia-incipit è quella dei genitori di Steven che in buona fede fino a una certa età non gli confessarono di essere stato adottato, fino a dargli la notizia in un caldo pomeriggio estivo. Quel preciso istante è chiaro e vivo nella mente del protagonista, e continuerà a seguirlo in tutti i nodi importanti della sua vita. Dopo aver scoperto questa verità sconvolgente il bambino inizia a perpetuare la menzogna, cercando in tutti in modi una perfezione (per piacere ai suoi genitori adottivi) che non gli apparteneva andando in chiesa, cantando nel coro, facendo il poliziotto, sposandosi e facendo il buon padre di famiglia nonostante la sua omosessualità. Tutta la sua vita viene basata su una serie di bugie che a detta del buon senso sarebbero dovute terminare dopo il grave incidente d’auto che portò Steven a rifiutare la sua vita e a giurare di vivere sempre nella chiarezza. Così non sarà nel senso che la chiarezza che farà il personaggio sarà solo relativa alle sue preferenze sessuali. Per il resto le bugie dopo questo “cambio di registro” si faranno sempre più grandi e intricate con l’inizio della carriera da truffatore (incominciata per comprarsi tutti gli sfizi che, a sua detta, un gay vuole) che lo porterà più volte in prigione. E nonostante l’amore per Philip e le sue continue promesse di una vita pulita, lui continuerà fra alti e bassi a tornare alla truffa, a scontare la sua pena e a tornare dal suo amato che per l’ennesima volta lo perdonerà fino all’ultima tragicomica trovata dell’uomo. Si tratta insomma dei corsi e ricorsi della storia, tutto si è ripetuto, si ripete e si ripeterà (le bugie, i pentimenti non convinti, l’amore che trionfa su tutto) in una visione ciclica che i registi sottolineano ad ogni “nodo” della storia con l’inquadratura fissa sul cielo azzurro, quello stesso cielo che Steven aveva fissato da bambino il giorno in cui gli dissero di essere stato adottato. La vita dell’uomo risulta essere talmente priva di forma stabile che lui stesso capisce di non avere una sua personale identità, ma che l’unica cosa che lo può identificare come persona è l’amore verso Phillip, l’unico centro immobile del suo universo. L’amore quindi vince ancora una volta su tutto, ma è bello vedere che un messaggio del genere (direi uno dei messaggi più abusati della storia) non ci venga passato con serietà e compostezza, ma in un perenne dissacramento di tutto, tanto che nemmeno il finale sembra conciliare qualcosa riportandoci ancora una volta alla dimensione comica sopra le righe.


COLPO DI FULMINE – IL MAGO DELLA TRUFFA

(I love you Phillip Morris)
Glenn Ficarra e John Requa, USA-2010, 102′
VOTO (max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.