Carnage

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carnage “Screw you” Transformers! Di fronte a certe pellicole non c’è altro da dire. Siamo agli antipodi wooders: la fuffa, l’effetto speciale, il buonismo, il trito e ritrito versus la sostanza. Sostanza che, come (quasi) sempre, ha origini europee…

Che un film sia un buon film molte volte lo si vede fin dalla prima inquadratura; è anche questo il caso con camera fissa su un parco giochi dove dei bambini bisticciano sullo sfondo. Una vera e propria fotografia animata dai titoli di testa accompagnati da una meravigliosa musica. Di cosa si tratta? Della vita reale, del mondo “al di fuori” che per tutto il resto della pellicola ci verrà nascosto dai muri di un appartamento, unica location in cui si muovono quattro personaggi.

L’idea di un ambiente estremamente circoscritto e chiuso per lo svolgersi delle vicende non è tra le più originali; tante film e opere di altro genere utilizzano questo stratagemma, soprattutto quando si vuole tentare di concentrare tutto sulla storia e su una sceneggiatura ben scritta. Certo è che (e qui lo ribadisco per la 100esima volta) bisogna sfatare l’idea dello “strano=bello”, strano è interessante solo se fatto in una certa maniera. Vi cito l’orribile “Buried-sepolto”, film ambientato in una cassa da morto che ho recensito qualche tempo fa e il Dogville di Von Trier, completamente senza scenografie: stratagemmi simili ma con effetti ben differenti. Carnage, questo ultimo film di Roman Polanski, va certamente ad accostarsi al suo “compare danese”, ribadendo ancora una volta quanto il cinema europeo sappia avere spunti più interessanti di molta altra fuffa d’oltre oceano.

Il fulcro di tutto è una sceneggiatura vivace, intrigante, interessante, che ti tiene con gli occhi spalancati per tutta la durata del film tra una risata e un pensiero più profondo. A darle voce abbiamo un cast davvero eccezionale, quattro attori dei massimi livelli ciascuno perfetto per la sua parte. E il resto? NULLA…non ci sono musiche, non ci sono altre comparse, effetti speciali, niente di niente: QUESTO E’ CINEMA! Una storia da raccontare, degli ottimi interpreti, una macchina da presa e un’abile mano dietro questa. Sia lodato il cinema europeo.

Il film è una sorta di climax ascendente nel quale le due coppie con l’andare dei minuti perdono sempre più il controllo andando ad avvicinarsi alla loro natura più interiore e “passionale” , mostrando così l’ipocrisia di facciata che molte volte contraddistingue la nostra società. E’ infatti chiaro il messaggio sul nostro vivere civilizzato che la pellicola da: per vivere serenamente e da persone educate si finisce sempre per mascherare il proprio essere e le proprie reali intenzioni. In questo contesto le donne sembrano essere quelle che maggiormente tengono all’apparenza delle cose, rappresentate dalla strepitosa Jodie Foster e dalla ancora più strepitosa Kate Winslet, nei ruoli di mamme/mogli sul perenne orlo di una crisi di nervi.

Il personaggio che sembra più rimanere fuori da queste logiche è quello interpretato da un Christoph Waltz da paura, un padre cinico e disinteressato che non si vuole far coinvolgere nelle faccende personali di suo figlio, che prova disinteresse per lui è per tutto ciò che gli gira intorno, altri genitori compresi. Il suo personaggio rispetto agli altri dice ciò che pensa e se abbozza qualche sorriso lo fa solo per compiacere la moglie, anche se poi in brevissimo si smentisce da solo. Con la perdita del cellulare da cui era dipendente vediamo poi un drastico cambiamento del personaggio, segno che per quanto ci siano persone che ci sembrano più sicure di altre, si tratta esclusivamente di apparenza: tutti abbiamo i nostri punti deboli, tutti abbiamo nervi scoperti e tutti alla fine siamo in balia di una vita che ci costringe a mediare sempre fra ciò che siamo/vogliamo e il resto del mondo.

E tra il continuo formarsi/sformarsi di piccole coalizioni (coppia contro coppia, marito contro moglie, donne contro uomini, moglie contro moglie, marito contro marito etc.) , tra frecciatine più o meno forti che diventano mano a mano sempre più insulti e coltelli girati nella piaga, troviamo a fine pellicola questi stessi educati e compìti signori bene dell’inizio letteralmente demoliti a vicenda; alla fine di tutto ci si rende conto di come la vita matrimoniale e le relazioni con gli altri stiano in piedi solo per un particolare senso di responsabilità e in parte di rinuncia da parte di tutti, l’uomo è naturalmente portato a non stare bene con nessuno, nemmeno con sé stesso. Togliendo il trucco e gli orpelli e mettendo sul tavolo solo le singole personalità, è inevitabile lo scontro e l’autodistruzione.

SPOILER Meraviglioso anche il finale, con la situazione nell’appartamento rimasta “in sospeso” (il messaggio finale è molto negativo, non si risolve assolutamente nulla ed anzi quando si cerca di risolvere le cose la situazione tende a peggiorare ancora più drasticamente) mentre il mondo fuori continua ad andare avanti: i bambini per il cui litigio è nato tutto si ritrovano ai giardini per stare insieme mentre i rispettivi genitori con l’intenzione di sostenere la loro prole sono arrivati all’annientamento reciproco. Come a dire, “quanti problemi che si fanno per nulla certe persone”….

Ci sarebbe ancora molto da dire per esempio per sottolineare l’anima essenzialmente divertente della pellicola (anche se non è assolutamente paragonabile a quella di una commedia) o nel parlare delle ottime prove attoriali, ma lo spazio è poco e il tempo tiranno. Mi limito soltanto a consigliare caldamente la visione di questo piccolo capolavoro made in Europe che riporta al centro del cinema la sua vera essenza.

CARNAGE
Carnage
Roman Polański, Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011, 79′
VOTO (Max 5)

VOTO RISATA
SorridenteSorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.