Captain America – Il primo Vendicatore

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Preso dalla voglia di recensire tutti i film dell’Universo Cinematografico Marvel (MCU), ieri sera ho approfittato del suo passaggio in televisione per riguardarmi il primo Captain America, che naturalmente da bimbominkia quale sono ero andato a vedere il giorno stesso dell’uscita nel lontano (lontano?) 2011. A volte operazioni di questo tipo possono essere utili perché permettono “col senno di poi” di ripensare all’evoluzione di un genere e all’impatto di un film (come in questo caso) su una serie di produzioni. Il verdetto finale è semplicemente che no, non siamo di fronte al film che ha cambiato la vita di qualcuno, anche se rimane un prodotto molto godibile.

Trama: “E’ il 1941, e il mondo è lacerato dalla Guerra. Dopo aver ripetutamente cercato di arruolarsi nell’esercito per combattere al fianco dei suoi fratelli e delle sue sorelle nelle Forze Alleate, il giovane e gracile Steve Rogers entra a far parte di un programma sperimentale che lo trasformerà nel Super-Soldato conosciuto come Captain America”.

Joe Johnston vi dice nulla? Il regista di questo primo capitolo di Cap nonché quinto film dell’MCU, è nientepopodimeno che un mio personale mito degli anni ’90, ovvero colui che ha portato sullo schermo tre grandi classici quali  “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”, “Pagemaster” e “Jumanji” (so che i wooders nati negli anni ’80 potranno capirmi bene). Nel mondo fumettistico che si era quasi già delineato con i precedenti due Iron Man, Thor e (molto di meno) L’incredibile Hulk, la sua sfida è stata quella non molto semplice di stare nel solco di quell’universo con una difficoltà in più non da poco: il film è completamente ambientato durante la seconda guerra mondiale, una anomalia su cui si è giocata la sua intera riuscita.

Da questo punto di vista e soprattutto avendo visto col famoso “senno di poi” un’altra pellicola simile nelle premesse – il Wonder Woman di Patty Jenkins (ambientato durante la Grande Guerra), devo dire che Captain America è un lavoro davvero ben fatto, molto ma molto più del suo “collega” in DC comics. Il merito è da una parte attribuibile al soggetto che riesce in maniera non invasiva ad inserirsi senza troppi stravolgimenti nelle pagine della realtà storica (il famoso “realismo” dei primi film Marvel) e dall’altra all’aspetto visivo soprattutto per quanto riguarda la fusione tra elementi vintage e specifiche tipiche dei cinecomics. Ecco che quindi il costume di Captain America è molto simile a quello di un soldato, ecco perché ci sono velivoli, armi e oggetti tecnologici che hanno il perfetto aspetto di qualcosa di vecchio e nuovo allo stesso tempo. Ho adorato tutto ciò.

Il senso generale della pellicola per quanto mi sia risultato un po’ stopposo (questione di gusti!) è chiaro dalla primissima scena, e devo dire che è comunque in linea con il protagonista: si parla di dovere morale, di lealtà dei confronti della propria nazione, di bandierine americane che sventolano per fermare i cattivi e di un senso dell’onore che rendono il Cap un personaggio particolarmente bidimensionale (diciamo che io preferisco gente un po’ più turbata) me che oh, è fatto così, non potevano farlo in altra maniera. Bisogna comunque ammettere che se il film fosse stato diretto da un Michael Bay qualunque la cosa sarebbe stata ben più irritante…

Mi è piaciuta molto anche l’attenzione con cui nel film si cerca di creare un collegamento con i suoi “fratelli” usciti precedentemente, con la questione della magia che in realtà è scienza, per la presenza del padre di Tony Stark con tutte le conseguenze del caso, per i vari personaggi che creano un ponte tra universo “passato” e universo “presente” nel MCU. Un ottimo lavoro, anche se conoscendo la produzione che ci sta dietro posso solo immaginare quanto abbiano pensato a ciascuno di questi passaggi.

Tuttavia nel suo complesso il film non mi ha fatto saltare sulla sedia, diciamo che ci sono alcune cose che mi hanno fatto un po’ storcere il naso perché troppo “telefonate” per un cinecomic (stiamo andando a morire ma prima diamo un bacio alla bella della situazione), come altre sfruttate male (penso al gruppetto di commilitoni di diverse nazionalità che segue Cap…una cosa che verrà copiata con carta carbone in Wonder Woman ma che in entrambi i casi resterà inutile e solo sullo sfondo). Ma in questi casi si sa, per accontentare più persone possibili si finisce per fare un film che piace ma non spicca.

Buone invece le interpretazioni, sia del protagonista Chris Evans (ormai lui È cap nella misura in cui Robert Downey Jr. è Iron Man o Chris Hemsworth è Thor) che di altri importanti nomi che hanno partecipato al film, come Stanley Tucci, Tommy Lee Jones (il suo secondo cinecomic dopo aver interpretato Due Facce in Batman Forever) e Hugo Weaving di cui per fortuna vediamo poco le inquietanti sopracciglia. Peccato invece per le musiche del mitico Alan Silvestri, che mi spiace dirlo ma non sono proprio pervenute. Peccato!


CAPTAIN AMERICA – IL PRIMO VENDICATORE

Captain America: The First Avenger
Joe Johnston, USA 2011, 124’
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.