Buried – Sepolto

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buriedUn’ora e mezza in una bara, senza vedere altro che Ryan Reynolds alle prese con una lunga sequenza di scene a tratti assolutamente inverosimili ambientate nel circoscritto spazio di quelle quattro travi di legno. Un rimando annacquato ad una scena di Tarantino che non vale il prezzo del biglietto…

Trama (comingsoon): “Paul (Ryan Reynolds) si ritrova rinchiuso in una cassa di legno a 3 metri sotto terra e con in tasca un cellulare, una matita e un accendino. Grazie a questi 3 elementi, deve capire come è finito in quella cassa, per quale motivo e come fare a guidare i soccorritori fino a lui per poterlo liberare. Mentre i 90 minuti di aria a disposizione scorrono, mantenere la calma è sempre più difficile“.

L’idea mi piaceva, ed ammetto che è stata proprio questa a condurmi al cinema a vedere questo lavoro. Più di altro era tanta la curiosità nel pensare come un regista avrebbe saputo reggere un ora e mezza ambientata esclusivamente in una bara chiusa. E devo ammettere che in alcune scene la situazione risulta molto viva e le scene riuscite, se lo scopo era quello di creare un senso d’ansia e di claustrofobia il regista ci riesce in più di un paio d’occasioni.

Positivo anche l’utilizzo di alcuni stratagemmi per “cambiare” in parte la visuale ed evitare la noia dello spettatore, come l’utilizzo di differenti colori di luce (l’accendino zippo, la lampada verde, la luce blu del cellulare, la pila) o di alcune inquadrature interessanti.

Tuttavia al di là di questo, bisogna ammettere che le cose fattibili in una bara sono effettivamente poche, e di questo ne risente il ritmo del film che a volte sfocia nel noioso. Senza nulla togliere poi al lavoro, trovo che molte scene siano state particolarmente prevedibili e prevedute, nel senso che il regista ha ricreato molte situazioni che ci si poteva effettivamente aspettare.

Oltre a queste però, ce ne sono molte altre che (bisogna riconoscerlo) sono assolutamente inaspettate. Inaspettate nel senso più negativo del termine trattandosi di scene veramente brutte o addirittura irritanti. Lo spettatore è infatti forzato in maniera quasi patetica a provare sdegno per ciò che succede al protagonista. L’intento è chiarissimo, ovvero quello di fare una denuncia alla guerra in Iraq (elemento che chissà perché non viene sottolineato nel trailer e nella pubblicizzazione). Ma se questa denuncia passa dalla retorica e da esternazioni veramente eccessive e inverosimili perde completamente di credibilità.

Insomma, c’è un uomo sepolto vivo che chiama l’FBI, il dipartimento di stato, le forze speciali. E tutti che sembrano essere preoccupati molto modestamente della cosa, tutti che assorbono le denunce verbali della vittima del tipo “per voi io non sono niente”, “al governo interessa solo che non si sappia” etc come se stessero bevendo amabilmente un tè in giardino. Ora, capisco che si voglia rappresentare l’America nella maniera più negativa possibile, ma questo è francamente troppo.

Odiose anche le telefonate che il protagonista fa negli USA: una serie interminabile di segreterie telefoniche, di gente che lo lascia in attesa, di telefoni che squillano senza risposta. Mi domando, perché rendere la sua già tragica situazione ancora più tragica da diventare oltre che inverosimile tragicomica? In questo la palma regis va certamente alla telefonata del direttore del personale della ditta per cui il protagonista lavora, che a conoscenza della terribile situazione dell’uomo pensa bene di chiamarlo per licenziarlo finche questo è sepolto vivo sotto un metro di terra. Credo che questa scena mi rimarrà impressa per il cattivissimo gusto nei prossimi anni!

Odiose anche le sviolinate di buonismo e retorica quando il giovane dalla bara chiama negli USA per parlare con la mamma malata di alzheimer (che quindi non lo riconosce e non parla effettivamente con lui); bel modo per sprecare batteria del cellulare e tempo in un momento del genere! Per non parlare di quando riesce a contattare la moglie e del video-messaggio “strappalacrime” che le lascia. Terribile…

Del finale non voglio nemmeno parlare perché mi torna alla mente il nervoso che ho provato in quel momento.

Non avrei mai pensato di dirlo ma un prodotto del genere che si mette in totale ed assoluta antitesi rispetto alla filmografia di Michael Bay con i suoi inni all’America liberatrice e le tonnellate di effetti speciali, risulta brutto quasi quanto la sua nemesi. Gli estremi in questi casi, non sono certamente fruttuosi…

BURIED-SEPOLTO
(Buried)
Rodrigo Cortés, Spagna/Australia 2010, 94′
VOTO (max 5)
2

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.