Blue Jasmine

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blue_jasmine.png Sono rimasto INCANTANTO. Non tanto per il film in sé quanto per la straordinaria, incredibile interpretazione di una Cate Blanchett che definire da urlo sarebbe eufemistico. Ancora una volta Woody Allen è riuscito a mettere pezzi di sé in un personaggio e in un dramma dai toni agrodolci degno del grande sceneggiatore che è.

La trama è questa: “La vita dell’elegante donna newyorkese Jasmine è andata completamente in frantumi, insieme al suo matrimonio con il ricco uomo d’affari Hal. Nel tentativo di rimettersi per l’ennesima volta in piedi, la donna si trasferisce a San Francisco, a casa della sorella Ginger”.

Enormi occhiali da sole, un tailleur di Chanel, una collana di perle e un set di borse di Louis Vuitton; un fare da nobildonna quasi di altri tempi, una eleganza e un portamento che trovano il loro unico difetto nello sguardo di questa donna, fin dalla prima scena perso nei meandri di una crisi nervosa che sembra durare da anni. Jasmine ci viene presentata così, nella sua terribile situazione attuale di donna sola, senza un soldo, senza un futuro, senza più un marito, ma con quella determinazione e volontà un po’ snob di mantenere il suo status sociale di ricca moglie da party newyorkesi, gioielli e bicchieri di vino rosso. Un personaggio che fin dal primo minuti attrae lo spettatore per la sua scrittura, per i suoi modi di fare, per le movenze, gli sguardi e soprattutto per quella parte tragicomica che volontaria o non ritroviamo sempre nei film di Woody Allen.

Sì perché Jasmine ha anche un suo senso dell’umorismo, un modo di parlare e di fare ragionamenti che strappano più di un sorriso, se non per la battuta diretta per le situazioni che vive e per i pensieri che esprime. E tra pillole contro l’ansia e pillole anti depressive trangugiate come caramelle insieme a un buon vodka Martini con buccia di limone, lo spettatore amante di Allen non può che vedere nel personaggio una ennesima trasposizione del regista, un nuovo “Harry a pezzi”, un nuovo Boris Yellnikoff . La cosa intrigante è che questa volta si tratta di una donna, questa volta è una signora di mezza età ad avere una lieve balbuzie, un pensare cinico e una serie più o meno lunga di piccole nevrosi.

Inutile dire che tutto questo parte come una bella idea ma diventa incredibile grazie ad una magistrale interpretazione dell’attrice protagonista, una Cate Blanchett che wooders, si merita altro che Oscar per questo film. Jasmine è un personaggio molto complesso da interpretare sia per riuscire a rendere il suo passato snob, sia soprattutto per far rendere la graduale crisi nervosa che attraversa, con sguardi, espressioni, gesti. Credo che pochissime attrici avrebbero potuto fare un’interpretazione del genere a metà strada tra il drammatico e il comico grottesco. La Blanchett riesce a far percepire ogni minimo pensiero di Jasmine, ogni sfumatura del suo essere.

Di fronte a questa interpretazione passa in secondo piano tutto il resto, sebbene sempre ottimo. Gli altri personaggi che girano intorno alla protagonista sono ben resi, soprattutto (naturalmente) Sally Hawkins nella parte della sorella Ginger e Alec Baldwin nel ruolo dell’ex-marito. Come sempre per i film del regista le musiche sono presenti ma mai invadenti (parliamo di Jazz), la regia è semplice e mai desiderosa di stupire con effetti speciali. Molto bella l’idea di mantenere per tutta la pellicola colori chiari sempre tendenti al giallo/oro e moltissima luce in controtendenza con il fulcro della storia che, finale alla mano, risulta essere davvero davvero “blu”, triste. Da vedere!

BLUE JASMINE
Woody Allen, USA 2013, 98′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.