Blob – Fluido mortale

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Ci sono sere in cui stufo di sentire che uscirà Spiderman 4, Pirati dei Caraibi 5 e i remake di Highglander e il corvo (oltre alla versione dark della Sirenetta e di Biancaneve), mi tuffo in quella ormai lontana originalità americana che ha fatto bello quel cinema, soprattutto di genere.

Una delle più interessanti ed innovative idee del cinema horror (ovviamente a mio parere) risale addirittura a fine anni ’50: dopo un primo sviluppo di questo genere grazie a storie (e film) immortali come quelli dedicati a Dracula, Frankenstein, all’uomo lupo et similia, il regista Irvin S. Yeaworth Jr. porta in scena un mostro che nulla ha a che fare con quelli visti in precedenza. Anzitutto la provenienza di questa “cosa” rispecchia il filone dell’horror fantascientifico, portato alla ribalta in quegli anni da film fra i quali voglio ricordare il “Plan 9 from outer space” del nostro Ed Wood: lo spazio è inteso come luogo sconosciuto fucina di minacce.
Altra cosa è naturalmente la forma del mostro…in sostanza una gigantesca gelatina assassina!

Trama (moviplayer): “Una misteriosa creatura aliena, che assomiglia ad un gigantesco ammasso di gelatina, arriva sulla terra; ma gli abitanti di un paesino non danno retta al racconto di alcuni ragazzi, che hanno visto quanto possa essere distrutivo l’alieno, che nel frattempo cresce a dismisura…

Il mood del film non è certamente quello tetro di molte altre pellicole di genere, ma mantiene uno spirito tutto sommato leggero, partendo dai titoli di testa (con una musichetta scanzonata) per tutto il corso della pellicola. Cosa interessante è che i veri protagonisti della vicenda sono dei ragazzi giovani, quasi come se si trattasse di un proto-teen horror movie. La “gioventù” americana di quegli anni viene descritta nel suo modo un pò goliardico di vivere, fra scherzi e leggerezza che non sfocia però mai in qualcosa di più (in sostanza sono fondamentalmente tutti bravi ragazzi “alla Grease”).

Altra caratteristica dei ragazzi di fine anni ’50 (questione che da inerente solo alla sceneggiatura diventa inserita nel contesto in cui il film è stato girato) è il loro dover affrontare una “minaccia silenziosa” e sconosciuta: la guerra fredda fra USA e URSS. In un certo senso il Blob rappresenta una metafora di questa guerra, che sembra non esserci ma che silenziosa entra nelle case facendo del male alle persone, inglobandole e diventando sempre più forte (metafora anche del comunismo?Spero sia un caso che il blob è rosso…). In un certo senso è il mostro perfetto perché non si può uccidere fisicamente, non lo si può far arretrare, ma solo momentaneamente fermare…e nemmeno completamente come suggerisce il (classico) finale.

A riguardo veramente meravigliosa la scena in cui il mostro entra nella sala cinematografica in cui si sta proiettando il classico film sui vampiri con Bela Lugosi: si tratta del mistero che entra nel comune vivere di ognuno, che al posto di esorcizzare la paura (il film) la fa diventare ancora più reale e tangibile.

La regia lascia un pò a desiderare come gli “effetti speciali” e le prove attoriali (ricordiamo che si tratta uno dei primi film con Steve McQueen): tuttavia questo aspetto da film non perfetto è forse uno dei punti che lo rende più affascinante.

Un B-movie cult imperdibile!

 

BLOB – FLUIDO MORTALE
The Blob
Irvin S. Yeaworth Jr. , USA 1958, 86′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.