Batman v Superman: Dawn of Justice

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Il principio del DCEU, l’universo cinematografico “esteso” della DC comics. Una prova molto importante per verificare il funzionamento di questa idea scopiazzata dalla Marvel, una prova affidata ancora una volta al buon Zack Snyder nonostante (ma questo lo aggiungo io) il suo non proprio entusiasmante Man of Steel.

Trama: “Temendo le azioni incontrollate di un Supereroe semidio, il potente giustiziere di Gotham City affronta il più rispettato eroe dei nostri tempi di Metropolis, mentre il mondo si divide su quale tipo di eroe abbia veramente bisogno. E con Batman e Superman in lotta tra di loro, una nuova minaccia si staglia rapidamente all’orizzonte, ponendo la razza umana nel più grande pericolo mai affrontato prima”.

Ho un debole per i personaggi della DC comics da sempre, anche da bambino se mi aveste chiesto chi scegliere tra un Batman e uno Spiderman non avrei assolutamente avuto dubbi. Ho iniziato ad appassionarmi maggiormente alla Marvel dopo il primo Iron Man di John Fauveau visto al cinema nel 2008, un film che per quanto imperfetto per me è stato un vero colpo di fulmine per l’accuratezza e il realismo con cui questa storia è stata messa su pellicola, oltre che per quello spirito più “pop” che invece non avevo trovato nel (mi spingo a dire) perfetto Il Cavaliere Oscuro, che risultava essere qualcosa di “oltre” al cinecomic grazie alla visione di Christopher Nolan.

Il mio entusiasmo all’uscita dalla sala di Iron Man non è stato minimamente paragonabile al “Meh” dopo Man of Steel, era chiaro che nonostante la forza dei personaggi quella direzione non era la migliore. Potete quindi capire come mi sono sentito quando al Comic-Con del 2013 è stato annunciato che non solo la DC voleva proseguire su quella strada, ma voleva anche calare subito un pezzo da 90 come Batman (a 4 anni dalla fine della trilogia di Nolan!), a cui poi si è aggiunta WonderWoman e per non farci mancare nulla anche un breve cameo di Aquaman, Cyborg e Falsh. Così, tutto d’un colpo, da zero a 100 in pochi secondi, copiando l’idea dell’universo condiviso senza copiarne (ahimè) le tempistiche visti i 5 film che la Marvel aveva realizzato per “assestare” il setting prima di proporre il corale Avengers.

Questi problema che poteva essere assolutamente il maggiore alla base della pellicola, risulta invece passare in un secondo Piano, molto ma molto di meno rispetto al successivo Justice League dove lì sì che i personaggi sono stati cacciati dentro a pedate. La menzione d’onore a riguardo va naturalmente per la presentazione e il taglio che Snyder da a Batman, che dopo serie televisive, cartoni animati e 7 film torna sullo schermo in maniera molto originale e diversa rispetto a quanto già visto: un costume differente, un temperamento (almeno nelle premesse) violento, un’età avanzata come a strizzare l’occhio al “nostro mondo” dove come supereroe ha già centinaia di storie sullo schermo alle spalle, e quell’aura al limite del demoniaco che avevamo visto brevemente solo nel primo Batman di Burton. Poi la Batcaverna coi ricordi un Robin deceduto per mano del Joker (ancora richiami ad un “passato” che non vediamo ma che viene dato per scontato), un modo di combattere molto “grezzo” e incattivito che ho adorato,  una batmobile che torna più simile alle sue versioni dei fumetti ed un Alfred (Jeremy Irons) differente, originale ed accattivante. Tutto che gira benissimo fin quanto il pipistrello di Gotham non si toglie la maschera e riconosciamo Ben Affleck. Al di là del fatto che dopo il tremendo (tremendo!) Daredevil avrebbero dovuto fargli un qualche tipo di ingiunzione per tenerlo lontano dai cinecomics, lui fisicamente c’è, ma gli manca tutto il resto. Non siamo ai livelli del Clooney di Batman & Robin per carità, ma la scelta di prendere lui rimane ancora un mistero per me, non la condivido per nulla!

Condivido invece Gal Gadot e ancora una volta il taglio che Snyder ha voluto dare ai personaggi, in questo caso a Wonder Woman. La vera rivelazione del film! Si vede pochissimo, è accennato sia il suo essere eroina che la sua controparte “civile” Diana Prince, ma ragazzi quanto spacca! Un personaggio se non erro mai visto al cinema che qui entra con tutta la sua potenza accompagnato dal miglior tema musicale affibbiato a personaggio dei fumetti dopo quello del Batman di Nolan (entrambi creati peraltro da quel genio che è Hans Zimmer). Ogni scena in cui era presente lei non sono riuscito a trattenere gli occhi a cuore, giuro.

Ma se a questi due colossi a cui il regista è riuscito a dare vita (e giustizia!) in pochi minuti, lo stesso non si può dire per Il Superman di Henry Cavill che ci sta da dio ma che mi intriga ZERO come personaggio (è semplicemente un dio, è troppo perfetto per piacere), per il Luthor di Jesse Eisenberg nonostante la buonissima prova attoriale (troppo giovane, troppo sopra la righe) ma soprattutto lo stesso non si può dire per l’insopportabile Loise Lane di Amy Adams, la cui unica utilità è di zampettare sui tacchi da una parte all’altra del set per vincere l’ambito premio di “bastone tra le ruote” dell’anno. E poi cari distributori italiani, vi sembra sensata la scelta di farla doppiare da Ilaria Latini (che mi piace molto, sia ben chiaro!) alias Anna Faris in Scary Movie (SCARY MOVIE!) , Katie Holmes e la bionda del telefilm 2 Broke Girls? In originale è molto molto meglio, almeno non la si associa a Dawson’s Creek!

Parlando invece del fulcro della storia devo ammettere che non è poi così male, ma soprattutto che è diretto come si deve. Il prologo nel quale vediamo per l’ennesima volta la morte dei genitori di Bruce Wayne (alias Batman) mi è piaciuto da morire nel suo essere così “fumettistico” e quasi onirico;  era molto difficile riproporre in maniera originale una scena che abbiamo già visto girata da due pezzi da ’90 come Burton e Nolan. Visivamente soddisfa le aspettative, è sempre una goduria per gli occhi tranne quando si punta eccessivamente alla CGI che personalmente non mi piace mai se fuori controllo. A riguardo volevo criticare la scelta del pericolo da evitare della situazione, tale Doomsday, che per quanto personaggio già rodato sui fumetti al cinema è troppo, troppo una copia di Abominio di L’incredibile Hulk (2008); ma non si poteva tirare fuori dalle migliaia di fumetti DC qualcosa di più originale da affiancare a Lex Luthor?

A livello di significato si vede che il lavoro vuole spingersi oltre rispetto al mero descrivere situazioni, vuole parlare dell’umanità che per salvarsi sente la necessità di affidarsi ad un messia come Superman (perché è proprio descritto così) e dall’altra parte di chi vuole fare affidamento sulle proprie forze e soprattutto sull’ingegno e sulla conoscenza che risultano essere armi quasi più potenti di una forza senza limiti. Ho avvertito come gli sceneggiatori volessero puntare proprio sulla creazione di un mito, il mito dell’uomo contro dio, del sapere contro il potere fisico, ma anche del buio imperfetto contro una luce perfetta, la mitologia che possiamo effettivamente vedere in Batman contro Superman. E di questo bisogna dargliene atto!

Peccato che a questo senso si contrapponga anche una sceneggiatura che a mio parere scricchiola in diversi punti, nel senso che ci sono alcuni buchi più o meno ampi di trama, alcune cose non si capiscono e altre sono buttate lì in maniera decisamente frettolosa come un famoso sogno premonitore di Batman (che ho trovato ridicolo) che non trova alcun riscontro in quanto si vede in Justice League, come se fosse stato pensato, girato e poi dimenticato. A questo punto non mettetecelo nemmeno, no?

Ultima nota (con spoiler) sul film: c’era bisogno di fare una scena post-credits come per i film Marvel per presentare il villain del film successivo (lo Steppenwolf di Justice League) se poi il suo aspetto è stato radicalmente cambiato? Potevano mica mantenere lo stesso aspetto o non farla proprio? È stata una cosa senza senso secondo me, che ha  solo dimostrato quando alla DC abbiano ancora le idee troppo confuse e per nulla omogenee per riuscire a fare un buon lavoro con i propri film.


BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE

Zack Snyder, USA 2016, 151’
VOTO (Max 5)
7

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.