Anche se è amore non si vede

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E’ ormai di moda in Italia che i comici televisivi si lancino in avventure cinematografiche sfruttando la loro popolarità e simpatia presso il vasto pubblico. Ficarra e Picone a riguardo sono ormai ben navigati visto che questo è il loro quarto film come protagonisti e al contempo registi/sceneggiatori.

Trama (The Space): “Salvo e Valentino sono due amici che hanno una piccola società di servizi per il turismo. Il loro mezzo, un restaurato e coloratissimo autobus inglese di qualche anno fa, trasporta i turisti tra i monumenti di Torino. Valentino è abbastanza timido e riservato, mentre Salvo è parecchio intraprendente e sfacciato. Alle loro dipendenze c’è Natascha, una giovane e bella guida turistica, che non conosce però nessuna lingua straniera. E’ chiaro, quindi, qual è stato il criterio di selezione e, soprattutto, chi è stato il selezionatore! Valentino ha una relazione stabile con Gisella: la sua fidanzata storica, che ama di un amore morboso, totalizzante e oppressivo. Quando la storia arriva al capolinea, entra in gioco il fidato amico Salvo, con l’obiettivo di trovargli una donna che lo faccia tornare a vivere e a sorridere”.

Il film è una discreta commedia, molto posata, classica e senza troppe velleità di raccontare chissà che o di dire chissà quale concetto indispensabile per la sopravvivenza del genere umano (e questo è un bene cari wooders). Nel complesso un lavoro molto “leggero” in tutti i sensi, forse ahimè anche nelle risate.

La comicità per fortuna non è quella di “I soliti idioti” ma si avvicina maggiormente ad altri film simili come (giusto per citare uno degli ultimi) quel “La peggiore settimana della mia vita” con Fabio De Luigi; non ci sono volgarità, non ci sono situazioni troppo demenziali e “risate dementi”, lo stile è quello che i due comici tengono anche nelle loro celebri scenette o come quando conducono Striscia la Notizia. Le risate (non eccessive) ci sono per tutta la durata della pellicola, anche se alcune scene che nelle intenzioni dovevano essere divertenti, in fin dei conti non fanno nemmeno abbozzare un sorriso.

A livello registico siamo particolarmente a terra, nel senso che non c’è nulla che possa far godere gli occhi dello spettatore cinefilo. Peccato, si continua a reiterare l’idea che le commedie fanno ridere ma non hanno nulla in più (spero in altri film come l’Happy Family di Salvatores per essere smentito in futuro). Il culmine di una regia prêt-à-porter è senza dubbio la scena prima della parte finale: una carrellata di tutti i personaggi nelle loro situazioni “di svolta” (chi si sta per sposare, chi è felice, chi sta pensando se tornare con il suo ragazzo etc.) accompagnata da una classicissima ballad di Jovanotti, ovviamente hit del momento. Direi che ormai non girano più commedie leggere senza “scene-ponte” di questo tipo, anche se nel contesto del film possono non c’entrare più di tanto (hanno molto più senso nei film corali, con tanti personaggi, ma in questo caso…).

Dopo più di un’ora di film senza ingiuria né lode il finale scombina molte carte, facendo arrivare i nodi al pettine e portando all’estremo i meccanismi della commedia goldoniana (visto che siamo in Italia non scomodo Shakespeare) degli equivoci . Una scelta forse eccessiva perché un conto è se i fraintendimenti tra personaggi sono 2 o 3, un conto è invece se, come in questo caso, c’è un malinteso ogni mezzo minuto: si crea il caos più totale. E come viene risolta una situazione assolutamente degenerata e ingarbugliatissima? Con un semplice dialogo tra litiganti che magicamente in quattro e quattr’otto comprendono gli errori fatti, capiscono che ci sono stati dei malintesi e fanno la pace in barba a tutto il resto. Ma io mi domando, perché relegare sempre i finali a questi cliché smelensi e talmente accomodanti da risultare palesemente finiti? Siamo sicuri che il pubblico voglia sempre e comunque una risoluzione banale e scontatissima delle vicende?

Per quanto riguarda gli attori, Ficarra e Picone sono sempre uguali a loro stessi. Del resto quando un comico televisivo prende parte ad un film difficilmente farà qualcosa che si discosti dal suo essere; i comici italiani al cinema interpretato solo loro stessi e i loro personaggi, sfruttano l’apprezzamento della gente verso di loro riproponendosi in altra forma ma con una sostanza non mutata. Il pubblico sa così che se andrà a vedere un film di quel tale personaggio dello spettacolo se lo ritroverà con le sue solite battute, la sua solita parlata, i suoi soliti modi di fare; non c’è quasi mai uno sforzo di sceneggiatura per far interpretare ai comici famosi maschere diverse dalla loro. Al di là dei due protagonisti ottima interpretazione (la migliore della pellicola) è stata quella di Ambra Angiolini; con quel suo fare terribilmente teatrale da commedia italiana sopra le righe è un’interprete perfetta per questo genere di pellicole. Divertente anche Sascha Zacharias nella parte di una straniera un po’ svampita, meno brava invece Diane Fleri che sebbene apprezzi molto non mi ha per nulla convinto in questa situazione.

Un film da noleggiare e vedere in DVD sul divano in qualche serata invernale.

 

ANCHE SE È AMORE NON SI VEDE
Salvatore Ficarra e Valentino Picone , Italia 2011, 96′
VOTO (Max 5)
5
VOTO RISATA
SorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.