Aliens – Scontro finale

Letto 500 volte

Devo dire per onestà intellettuale che James Cameron non mi è mai piaciuto. O meglio, diciamo che non mi ha mai detto più di tanto, anche se il mio giudizio cambia molto da lavoro a lavoro: ci sono state le volte in cui mi ha urtato davvero i nervi (tipo il remake di Pochaontas con gli alieni blu) come altre in cui ha fatto un buon lavoro seppur facendo leva in maniera piuttosto becera su sentimenti infantili (avete presenti i vecchietti che si abbracciano in cabina con l’acqua che entra da sotto la porta?). In questo caso però l’ho trovato assolutamente all’altezza del suo compito.

Prima di continuare eccovi la trama: “Il tenente Ellen Ripley, ibernata per sessant’anni in un sofisticato contenitore del traghetto spaziale Nostromo, e quindi rimasta giovane, è l’unica sopravvissuta alla terribile disavventura che ne ha distrutto l’equipaggio e che ora sconvolge le sue notti con incubi ricorrenti, che si riferiscono alle forme mostruose di vita incontrate sul pianeta Archeron, dove ora vive una colonia di pionieri dello spazio. Quando le viene affidata la missione di scoprire il perchè sia stato misteriosamente interrotto il contatto con quel remoto pianeta, Ellen si trova ad affrontare le spaventose proliferazioni del mostro da cui era avventurosamente sfuggita. Allora infatti c’era un solo alieno, ora vivono là innumerevoli mostruosi alieni, che si riproducono con ritmo frenetico, sempre più avidamente affamati di essere umani”.

Alien di Ridley Scott (qui la mia recensione) è a mio parere un capolavoro, una pietra miliare del cinema fantascientifico. Per quanto James Cameron avesse dato prova di sapere il fatto suo con la regia e (non dimentichiamoci) il soggetto e la sceneggiatura di Terminator, prendere in mano le redini di una storia così importante non dev’essere stata una cosa semplice. Ma lui c’è riuscito e a mio modo di vedere nel migliore modo in cui potesse: rispettando la storia originale ma mettendoci del suo. Sì perché Aliens (o chiamiamolo con il “bellissimo” titolo italiano che è meglio: “Aliens – scontro finale”…talmente finale che ne han fatti due sequel) è non solo un film “di” James Cameron, ma anche un film “alla” James Cameron, con tutte quelle caratteristiche che lo fanno tanto amare dal suo pubblico (nel quale io non rientro, ma vabbè).

Il suo grande merito (e qui sta la maggior parte della fatica) è stato quello non solo di continuare la storia laddove era stata lasciata da Scott, ma anche di “espandere” l’universo di Alien in una direzione che lo potesse far rimanere interessante. Nel primo capitolo infatti ci vengono dati pochi elementi sul setting della vicenda, sappiamo che c’è questo pianeta disabitato, sappiamo che la Nostromo è una nave da trasporto e poche altre cose del mondo che gira intorno ai personaggi. Il regista grazie anche ad un film di venti minuti più lungo, approfondisce o meglio “definisce” qui diversi aspetti di questo universo: la razza umana è l’unica civiltà conosciuta (e non è da poco decidere che “in questo universo di fantascienza non ci sono alieni di altro tipo come in Star Wars o Star Trek”) , viene dato il nome “xenomorfi” alla razza aliena del primo film, vengono mostrati più oggetti e macchinari futuristici, viene per la prima volta approfondito l’effetto collaterale dei viaggi spaziali in ibernazione (gli astronauti che rimangono congelati per molto vedono invecchiare e morire prima di loro amici e parenti).

Tutto questo come anticipavo prima lascia un po’ da parte il tono “orrorifico” del primo film per essere più aderente al suo regista, che anche in questo caso ha scritto soggetto e sceneggiatura: Alien diventa così una saga che può essere anche di azione oltre che di fantascienza e orrore, prendendo una direzione che amplifica il modo di percepire e raccontare questa storia. Ecco quindi che sono presenti molte più armi, astronavi e persino un esoscheletro, come a dare degli “strumenti di difesa” ai protagonisti che altrimenti sarebbero stati disarmati come in ogni pellicola horror che si rispetti. Rimane comunque lo spirito tensivo del film precedente, c’è ancora un certo senso di inquietudine generale, ma questa volta il pericolo non è un mostro che si nasconde e non si conosce, è qualcosa che si è già visto, che si mostra e contro il quale si hanno mezzi per lottare. Un vero film d’azione insomma!

Il risultato è un po’ quello “del videogame”, nel senso che la tanta attenzione per gli aspetti di azione, per gli spari, le corse e le esplosioni accompagnati dall’assenza di una trama che voglia dire qualcosa di più del mero susseguirsi degli eventi, portano il film ad avere un forte impatto sullo spettatore ma certamente non emotivo. È vero che viene introdotto il tema della figlia scomparsa di Ripley e che viene appositamente sottolineato il nuovo rapporto che si crea con la piccola Newt, è vero che si annusa quel vago senso di patriottismo made in USA (i marines anche nello spazio!) ma a mio modo di vedere sono tutti elementi che vengono troppo sommersi da raffiche e raffiche di spari per poter assumere un peso rilevante nella storia.

L’ultimo aspetto che voglio sottolineare è quello degli effetti speciali, che per essere un film del 1986 a mio modo di vedere stupiscono. Al di là delle astronavi tipicamente fatte con i modellini, colpisce la resa degli alien, soprattutto di quello che si vede sul finale (non specifico per non fare spoiler). In questo non si può non dire che la fattura del film sia ottima.

Aliens è un lavoro che ha avuto il coraggio di far prendere una nuova direzione assolutamente vincente al franchise, un film che per quanto meno interessante e rivoluzionario del primo fa bene il suo lavoro di film d’azione,  evitando di cadere nella baracconata alla Michael Bay. E a ogni modo, “Get away from her, you bitch!!!“.


ALIENS – SCONTRO FINALE

Aliens
James Cameron, USA 1986, 137
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.