5 bambole per la luna d’agosto

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5_bambole_luna_agosto.png Uno dei miei indiscussi idoli assoluti (se non si fosse ancora capito) è il regista Mario Bava, padre di Lamberto e riconosciuto maestro del cinema italiano (dicono di essersi ispirati a lui Argento, Burton,Tarantino, Dante etc). Oggi parlerò di un suo film che lui stesso diceva di non sopportare…

Le ragioni per questo “odio” posso capirle. Qui a livello di sceneggiatura siamo di fronte all’apoteosi dei B movies, partendo solo dai nomi dei personaggi che sembrano venuti fuori da una soap opera d’altri tempi (Trudy, Peggy, George, Jaques, Nick, Fritz…!) ed arrivando alla storia, quasi una giustapposizione di fatti senza un minimo di profondità artistica.

Ecco la trama: “Il Professor Fritz Farrel, inventore di una nuova e rivoluzionaria resina sintetica, viene invitato insieme alla moglie a passare un weekend nella villa di un ricco industriale in un’isola deserta, nella quale sono ospiti altre persone. Ma durante la permanenza alla villa, un assassino si diverte ad uccidere a uno a uno gli invitati, senza un apparente movente“.

Nonostante una sceneggiatura seriamente imbarazzante, questo film a mio parere è un vero gioiellino per gli amanti di un certo cinema: è il classico lavoro che per essere gustato appieno dovrebbe essere visto ad audio completamente spento. Del resto lo dice anche il buon Martin Scorsese: “Mi piacciono molto i film di Mario Bava, nei quali non c’è praticamente storia, solo atmosfera“. Se infatti ci si immerge nel lavoro senza pensare a frasi tipo “la morte mi fa venire sete” e molte altre più becere, non si può non rimanere incantati.

Bava con una maestria come pochi riesce infatti (nel 1970, sia chiaro!) a girare un’opera completamente anni ’70, in tutto e per tutto. La macchina da presa sembra quasi impazzita, è in continuo movimento tra primi piani di sguardi, movimenti repentini, zoomate frenetiche, caratteristiche che ho ritrovato in tutti i suoi lavori ma anche nel genere del poliziottesco all’italiana (nel cui stile ha girato il meraviglioso “Cani arrabbiati“). Le immagini sono estremamente curate a livello a dir poco fotografico, nel cercare di dare una forte impronta ad ogni personaggio con tutte le sue caratteristiche.

Fortissimo anche l’aspetto da commedia erotica italiana, che in quegli anni stava esplodendo in tutta la sua fama: le protagoniste sono sempre molto ammiccanti nei modi, e generose nel mostrare qui e là alcuni loro particolari anatomici. A tal riguardo voglio ricordare la presenza nel film di Edwige Fenech, che anche in questo lavoro mostra tutte le sue enormi qualità attoriali (…) .

Il tema da commedia sexy è ripreso anche dalle persistenti musiche, molto ma molto “ammiccanti” nonostante la tematica e le scene certamente non splatter, ma comunque da thriller all’italiana. E in questo bisogna dare atto a Bava di aver avuto una originalità non da pochi, con scelte da “terrorista dei generi” che avrebbero fatto la fortuna (anni dopo) di Lucio Fulci. L’utilizzo delle musiche è atto a creare un tappeto continuo, una continua base per le immagini: sembra che il regista faccia fatica a non metterle in ogni fotogramma! Voglio citare anche le musiche rock progressive del gruppo “Il balletto di bronzo” che personalmente adoro (sulla scia dei “Goblin” di Suspiria).

Tra luci perfette, inquadrature interessantissime e scene per me leggendarie (i cadaveri appesi nella cella frigorifera in mezzo alla carne con la musichetta da carillon sotto è da 10 e lode), nonostante la terribile anima da B movies (o “soprattutto” per quest’anima?) è un lavoro assolutamente leggero e godibile…da vedere!

5 BAMBOLE PER LA LUNA D’AGOSTO
Italia 1970, 85′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.