2000 maniacs

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2000_maniacsQualche tempo fa ho avuto l’occasione di vedere 2000 Maniacs di Herschell Gordon Lewis, l’ufficioso papà del cinema Splatter. Questo film, sforbiciato dalla censura USA, non è in verità il primo splatter della storia del cinema. Il primato spetta a Blood Feast (1963), dello stesso regista.

La trama è semplice nella sua assurdità: sei Yankee finiscono, vuoi per la sfortuna, vuoi perché cartelli stradali fasulli fanno miracoli, in una città del Sud chiamata Pleasant Valley, ove vengono accolti come ospiti d’onore dai cittadini, intenti a festeggiare un fantomatico Centenario. Purtroppo i pittoreschi abitanti sono dei fanatici la cui unica intenzione è vendicarsi del massacro compiuto cento anni prima dagli unionisti in quella stessa città. Il finale, ovviamente, è a sorpresa (?)

Nonostante questa pellicola risenta ovviamente del peso degli anni, è abbastanza godibile, anche se a guardarla oggi, provoca risate più che brividi. Lo spettatore d’oggi, soprattutto se figlio degli anni ottanta come la sottoscritta, apprezzerà la sottile vena trash che percorre tutto il film, a cominciare dall’inizio. Parrebbe infatti il prologo ad una puntata di Hazzard, con tanto di banjo scatenato e due grezzissimi e bruttissimi “Bo e Luke” che giocano un tiro mancino ai malcapitati Yankee, facendo loro sbagliar strada. Purtroppo non sono riuscita a trovare il testo della stereotipatissima ballata iniziale, scritta dallo stesso regista e intitolata Rebel Yell (The South’s Gonna Rise Again) ma posso citare il refrain che recita: Yeeeeeeee-haw!! And the South’s gonna rise again! per una ventina di volte. Molto molto bifolco.

Nonostante questo inizio un po’ “particolare”, se vogliamo, la recitazione di tutti gli attori coinvolti è al di sopra della media, soprattutto per quanto riguarda i protagonisti (ovviamente tutti legati ai cliché del genere, purtroppo: l’eroe, l’eroina, la coppietta felice, il bullo e la pupa, circondati dai duemila festanti bifolchi) e la trama per quanto assurda è lineare e ben costruita, senza particolari buchi o salti logici. Nonostante ciò la macchina da presa permane fissa per la maggior parte del film, in generale la pellicola presenta immagine statiche, raramente si avverte qualche movimento di macchina, e ciò accade soprattutto nelle scene gore.

Per quanto riguarda queste ultime, il tasso di gore ovviamente è sotto la media rispetto a quello a cui siamo abituati al giorno d’oggi, e gli effetti speciali sono caserecci o quasi. Tuttavia la vena di sadico divertimento che percorre la pellicola ha una concezione piuttosto moderna, e non ha nulla da invidiare ad un Hostel, per esempio. C’è da dire che le malcapitate vittime soffrono una morte rapida pur se dolorosissima, senza venir troppo torturate psicologicamente (come avverrà invece nella decade seguente, prima dell’arrivo dello Slasher Movie anni ’80, che trova il suo noiosissimo apice in Venerdì 13) o fisicamente (come nei Torture Porn attuali).

In generale 2000 Maniacs è un prodottino godibile, se si tengono in considerazione l’epoca, i mezzi e l’indubbio entusiasmo con il quale è stato realizzato. Innocente, si può dire. Molto più divertente anche se meno innocente, tuttavia, è il remake del 2005 2001 Maniacs di Tim Sullivan con  Robert Englund, che consiglio ad ogni appassionato: è sicuramente una cialtronata, ma è ben fatto e i personaggi sono uno più simpatico e cattivo dell’altro. Vedere per credere, per una volta un remake coglie appieno lo spirito dell’originale e lo aggiorna in modo da non stravolgere troppo un pezzo di storia del cinema horror.

 

2000 MANIACS
Herschell Gordon Lewis, USA 1964, 87′
VOTO (Max 5)
4
VOTO TRASH
trash trash
VOTO RISATA (involontaria)
Sorridente

About Erica

Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.